CORONAVIRUS. L’OTTIMISMO CHE VIENE DALLA CONOSCENZA

[Bollettino del 9 aprile 2020] a cura del Prof. Guido Silvestri medico, scienziato e divulgatore scientifico italiano.

Ecco le notizie di oggi, per iniziare anche questa giornata all’insegna dell’ottimismo e della speranza!

1. CALO DEI MORTI DA COVID-19 IN ITALIA.
Il grafico che vedete in alto rappresenta i morti al giorno per COVID-19 in Italia. Le colonne BLU rappresentano il totale dei morti, e quelle ARANCIONI rappresentano i morti al giorno nelle regioni Lazio-Abruzzi-Molise-Campania-Puglia-Basilicata-Calabria-Sicilia-Sardegna (45% della popolazione italiana). Credo che a questo punto due trends siano piuttosto chiari: (1) il numero dei morti per giorno sta calando in modo costante; (2) la temuta ondata dei “morti del Sud” non si è verificata. Continuando di questo passo nel giro di 3-4 settimane la mortalità giornaliera dovrebbe ridursi del tutto o quasi. A mio avviso questo effetto è dovuto alla “triplice alleanza” di isolamento (che penso sia da continuare per altri 15-20 giorni), immunità naturale ed arrivo della bella stagione – ma mentre sul contributo relative di queste cause si può discutere, il trend numerico mi sembra evidente.

2. CATASTROFE AMERICA? NO GRAZIE
Rimane difficilissima la situazione a New York/New Jersey, dove ci sono >50% delle morti di tutti gli USA, e si combatte duramente a Detroit, Chicago e New Orleans. Sostanziale tenuta a Los Angeles, San Francisco, Seattle, Philadelphia, Texas e Florida (oltre che Atlanta). Da notare che la previsione dei morti totali da COVID-19 in USA del prestigioso Institute for Health Metrics and Evaluation (http://covid19.healthdata.org/) della University of Washington, Seattle, è passata dal range 100.000-240.000 del 31 marzo – che aveva fatto gridare alla catastrofe – al range 49.000-136.000 del 6 aprile, al range 31.000-126.000 di oggi (con proiezione media a 60.000). Sono sempre cifre alte, ma più accettabili, ed è per questo motivo, insieme al grande “stimolo” economico da duemila miliardi di dollari approvato la settimana scorsa, che Wall Street sembra aver ripreso fiducia (grafico sotto), il che è molto positivo per tutti noi.

3. IL FATTORE CLIMATICO
Sono molti i segnali secondo cui COVID-19 è meno contagiosa ed anche meno letale dove fa più caldo. Si parte dal gradiente di mortalità sull’asse Nord-Sud che si riscontra in Italia, Spagna e USA, per andare ai dati di South-East Asia, Africa, Middle-East e Central America/Caribbean. Alcuni lettori mi hanno segnalato la possible eccezione dell’Ecuador. A questo riguardo sto cercando da giorni notizie di prima mano. Nel paese c’è un clima politico instabile in cui molti sembrano usare la crisi COVID-19 per scopi politici. I dati ufficiali parlano di ~4000 casi e ~200 morti (fonti governative validate WHO). Quindi non malissimo. Invece le opposizioni dipingono una catastrofe e diffondono video di provenienza anonima, non verificati, con morti a centinaia per le strade. Sul clima, ricordo anche che Quito non è calda per l’altitudine (2.800 metri) e piove molto da febbraio a aprile. Comunque se qualcuno ne sa di più gliene sarei grato — notizie, non chiacchiere, ovviamente.

4. CARATTERISTICHE CLINICHE DI COVID-19 IN USA vs. ITALIA
Cominciano a formarsi i primi dati sulle differenze di decorso clinico di COVID-19 tra USA ed Italia. Un dato iniziale su cui riflettere è che l’età media dei morti in Italia è di 79.5 (simile a quella della Cina e del resto d’Europa) mentre negli USA è di “soli” 71.5 anni (e qui in Georgia è di 68 anni). Mentre per la mortalità sopra i 60 anni negli USA valgono i fattori ormai “classici” di co-morbidità (malattie cardiovascolari, malattie respiratory, neoplasia etc), nelle persone sotto i 50 anni i fattori di rischio maggiori sembrano essere obesità, diabete ed anemia falciforme. Da segnalare anche che la mortalità sotto i 50 anni colpisce in modo sproporzionato Afro-Americani ed Ispanici – entrambi gruppi demografici molto rappresentati nella zona di NY/NJ, oltre che a Detroit, Chicago e New Orleans. Importante infine uno studio della Harvard University segnala una correlazione – peraltro senza dimostrazione di causalità – tra mortalità per COVID-19 e livelli atmosferici di particelle PM2.5 (Xiao Wu et al., preprint available on the web)

Grazie ancora a chi segue questa pagina, ed a risentirci presto su questi schermi!

Prof. Guido Silvestri medico, scienziato e divulgatore scientifico italiano. Professore ordinario e capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta, direttore della Divisione di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center, e membro dell’Emory Vaccine Center.

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