Le tredicesime rappresentano una boccata di ossigeno, per le famiglie, ma anche quest’anno ben poca parte di esse è destinata agli acquisti di Natale.
La maggior parte degli importi, infatti, è erosa dalle numerose scadenze di fine anno, nonché dal livello ancora sostenuto dei, nonché delle rate di mutui e prestiti.
Secondo una stima solo il 9,7% rimane nelle tasche delle famiglie per regali, pranzi, cenoni ed eventuali viaggi.
Di fronte a tale situazione, quello alle porte rischia di confermarsi un altro Natale freddo sul fronte dei consumi e dei regali, che peraltro molti hanno anticipato approfittando degli sconti del black friday. Una situazione ben lontana dal clima roseo che ci viene narrato. Sarebbe ora che aprissimo gli occhi sulle difficoltà delle famiglie sui provvedimenti per sostenere il potere di acquisto e l’intero sistema economico.
In particolare, è urgente lo stanziamento di maggiori risorse per la sanità pubblica, nonché l’avvio di misure per colmare, invece che acuire, le disuguaglianze esistenti, che si fanno sempre più profonde, testimoniando l’inefficacia delle politiche sinora adottate.
Di seguito, nel dettaglio, l’incidenza delle principali voci di spesa sugli importi delle tredicesime.
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Voci di spesa |
Parte della tredicesima impiegata |
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Rc auto |
15,90% |
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Prestiti / mutui / rate |
28,90% |
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Bollette e utenze |
23,20% |
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Aumento prezzi |
6,50% |
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Tasse (TASI II casa, IMU II casa, TARI, bolli) |
12,90% |
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Visite ed esami medici |
2,90% |
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Rimanenza |
9,70% |





































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