Invero il presidente f.f. Nicolella cerca di arrampicarsi sugli specchi, cerca di svicolare dal problema, tenta di trovare alleanze in sodali e colleghi a destra e a manca per giustificare il suo troppo lungo silenzio, ci accusa finanche di strumentalità e di antagonismo, ma i cittadini tutti di Benevento sanno bene che noi, in serena coscienza, da subito, in tempi non sospetti né elettorali, abbiamo espresso sostegno ed apprezzamento alla forte iniziativa portata avanti dall’allora Presidente dell’IACP on. Del Basso De Caro, tesa a rilanciare il ruolo positivo dello IACP, quale soggetto progettuale e realizzatore di edilizia pubblica, convenzionata e sovvenzionata, a favore cioè sia dei soggetti economicamente più deboli, partecipanti ai bandi per alloggi in locazione, sia dei nuclei familiari economicamente meno deboli del ceto impiegatizio, esclusi in base al reddito dai bandi per alloggi in locazione, ma non abbastanza forti da poter accedere al libero mercato degli alloggi, segnato da prezzi speculativi irraggiungibili per essi.
In questo senso abbiamo da subito plaudito al programma messo in campo dallo IACP, lo abbiamo pubblicamente sostenuto e abbiamo polemizzato con forza con chi lo voleva contrastare: lo stesso Presidente on. Del Basso De Caro, ci ha dato continuo riscontro e riconoscimento della nostra positiva e costruttiva attività e ci ha apprezzato, sia direttamente che in pubblico, anche nel corso del famoso convegno dell’ 8 gennaio dello scorso anno di presentazione del progetto dei 300 alloggi a Palazzo Paolo V .
Veniamo ora agli altri punti salienti del problema: l’Avviso pubblico di preselezione per l’edilizia agevolata, inizialmente previsto per 100 alloggi, 72 coperti da contributo e 28 non coperti da contributo (ma è stata mai richiesta un allargamento del numero dei contributi per tutti?), pubblicato nel lontano 03 OTTOBRE 2007, fece registrare 300 domande-manifestazioni di interesse, ora ci si viene a dire che serviva solo “.. a definire la domanda sociale cui raccordare un’offerta con il massimo di risposte possibili”: ma si rende conto che ci viene ora a raccontare che per fare questo “raccordo” avete chiesto 5000 euro ai cittadini i quali pensavano solo di partecipare ad una sorta di preselezione, che avrebbe consentito loro di precedere ed avere più diritto degli altri,questo era scritto nell’avviso. Le vostre presunte “ scelte fin dall’inizio con … informazione chiara e trasparente” non dicevano mica che quei soldi sarebbero servirti per una sorta di rilevazione statistica e di censimento del bisogno: i censimenti non si fanno chiedendo 5000 euro ai cittadini!
Quanto alla scelta dei suoli, sia noi che i cittadini, sappiamo bene “che la scelta delle aree va fatta dal Comune e non dallo IACP, e che ….ora come allora nessun programma costruttivo poteva essere realizzabile senza l’assegnazione dei suoli e la sottoscrizione della relativa convenzione tra Comune e IACP.”, ma solo ora dopo le dimissioni, precipitosamente “imposte”, del Presidente Del Basso de Caro, dopo la sua designazione e mancata nomina (da parte di una Regione nemica o disattenta?), dopo tanti proclami, dopo dibattiti in Consiglio Comunale, dopo silenzi tombali di mesi dei vertici IACP, solo ora dopo le denunce del SUNIA, dell’APU e dei prenotatari organizzati in “Comitato”, ci si viene a dire che “I nodi da sciogliere erano e restano questi”.
Ma di quale strumentalismo e di quale “allarmismo” ci si accusa? Chi può non condividere il fondato timore di centinaia di famiglia che non ricevo risposte da anni?
Non siamo noi a “confondere il mezzo con il fine ed a rischiare di bruciare ogni opportunità di intervento nel campo dell’edilizia sociale pubblica”, i “ termini di costi-benefici e dell’azione calmieratrice propria dell’edilizia agevolata …” sono bruciati dalle scelte mancate di chi amministra e governa la nostra città e non opera scelte a favore dei ceti popolari e dei più deboli !
“Per quanto riguarda la quota versata, anche per rilevare il reale fabbisogno”sic! incredibilmente si insiste con l’affermare che i soldi servivano per un censimento, sappiamo bene “che lo IACP non ha mai rifiutato quanto dovuto ai prenotatari che hanno scelto di abbandonare l’interesse in precedenza manifestato”, (e ci sarebbe mancato!), ma si è chiesto come mai ben 130 famiglie si sono sentite tradite nelle loro giuste aspettative e si sono ritirate?
Come mai Presidente lei non ha avvertito prima il bisogno di parlare chiaramente ai prenota tari dei 300 alloggi? Come mai ha aspettato solo l’occasione dell’Osservatorio Casa (anche questo frutto di una nostra sindacalmente solitaria battaglia) per dire, tra addetti ai lavori, la sua?
Non sono nostre “Le interpretazioni forzate, né la confusione creata…”. Se “In alcuni paesi della provincia il programma previsto di edilizia agevolata è stato già attuato con l’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto e con l’apprezzata efficienza”, se “Altri progetti sono in fase di apertura di cantiere per dare risposte concrete ai bisogni che le altre comunità locali esprimono” vuol dire che le responsabilità maggiori per le inadempienze sono presso il Comune di Benevento, lì c’è confusione!
Capisca che la disperazione delle mancate risposte induce a chiedere “il rimborso delle quote anticipate” Non è molto leale affermare che“Di fronte a tanta confusione vien da dire il famoso detto: "O indichi la soluzione, o fai parte del problema". A noi, di fronte a tanta sordità viene da dire: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Le nostre proposte semplici e chiare, all’IACP ed al Comune, son sempre le stesse:
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non perdiamo altro tempo, che i costi lievitano e incidono sempre più pesantemente sulle possibilità dei prenotatari;
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scegliamo subito i suoli per realizzare tutti gli alloggi richiesti;
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pubblichiamo subito il bando per individuare gli aventi diritto ai contributi regionali, per permettere a tutti di operare scelte consapevoli, compresa quella di affidarsi allo IACP per costruire una casa pur priva di contributi.
Quanto poi alla meritoria azione, intrapresa sin dallo scorso anno cioè da quando si è insediato, dell’assessore all’urbanistica Miceli, sig. Presidente lasci a lui la possibilità di dire la sua, non ha bisogno di avvocati d’ufficio, da lui ci aspettiamo che in tempi certi e rapidi indichi i suoli dove poter costruire case vere sia per i prenotatari che per gli sfrattati, che permetta a queste famiglie di avere case vere non solo progetti e sogni.
Infine “il Prefetto di Benevento, Michele Mazza, intervenuto con competenza e sensibilità, con l’obiettivo non nascosto di tentare una soluzione sull’intera problematica..”, anche per nostra diretta sollecitazione, ci ricevette lo scorso 19 gennaio e promise ai noi rappresentanti del SUNIA e dell’APU ed al Presidente del Comitato Prienotatari che avrebbe convocato un tavolo istituzionale con Comune IACP e noi per una disamina completa della situazione e per giungere alla concreta realizzazione degli alloggi.
“Lo IACP è impegnato a fare la propria parte con coerenza e responsabilità lungo il percorso tracciato dal Prefetto”, aspettiamo che lo faccia e rapidamente anche il Comune, i cittadini e noi ve ne daremo riconoscimento, quando ciò accadrà.
SUNIA BENEVENTO APU BENEVENTO
Il segretario provinciale il coordinatore provinciale
Giuseppe Falzarano prof. Paolo Iorio






































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