Siamo di fronte a una scelta che, se confermata, pone questioni politiche, istituzionali e giuridiche di assoluto rilievo. C’è infatti una differenza profonda tra il dialogare con il mondo delle imprese e il diventarne parte integrante. Lacollaborazione con il sistema produttivo, con il territorio, con le realtà economiche e sociali è certamente utile e, in molticasi, necessaria. Ma altra cosa è l’adesione formale a un’associazione datoriale privata che rappresenta imprese e interessi economici di parte.
Un Conservatorio statale, istituzione dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, non è un’azienda. Non produce utili, ma cultura, sapere, formazione, ricerca artistica e musicale. Non è un soggetto economico in cerca di rappresentanza imprenditoriale, ma un’istituzione pubblica al servizio della collettività, degli studenti, dei lavoratori e del territorio.
Per questo riteniamo grave e inopportuno ogni slittamento che possa confondere la natura pubblica del Conservatorio con quella di un operatore economico privato. Una Pubblica Amministrazione deve agire nel rispetto del principio dilegalità, imparzialità e buon andamento sancito dall’articolo 97 della Costituzione. La Pubblica Amministrazione può compiere solo atti coerenti con le proprie finalità istituzionali e fondati su una chiara legittimazione normativa.
In questo caso, non appare evidente quale sia la base normativa che consenta a un’istituzione pubblica statale di aderire a un’associazione imprenditoriale di categoria. Né appare chiaro in che modo un’eventuale quota associativa, pagata con risorse pubbliche, possa essere considerata strettamente funzionale alla missione istituzionale del Conservatorio.
La questione non è il rapporto con le imprese. La CGIL non contesta il confronto, le convenzioni, i progetti condivisi, le collaborazioni culturali e formative con il mondo produttivo. Queste relazioni possono essere utili, se trasparenti, equilibrate e coerenti con la funzione pubblica dell’Istituzione. Il punto è un altro: aderire a Confindustria significaassumere una forma di appartenenza a un organismo privato di rappresentanza datoriale. È un passaggio che rischia diappannare la necessaria terzietà del Conservatorio e di sovrapporre la sua funzione pubblica a interessi legittimi, ma del tutto diversi e distinti.
Una Pubblica Amministrazione non può trasformarsi, direttamente o indirettamente, in portatrice di interessiimprenditoriali di categoria. Il Conservatorio è regolato da norme pubbliche, utilizza risorse pubbliche, svolge una funzione pubblica e deve mantenere una posizione autonoma, imparziale e coerente con il proprio ruolo istituzionale.
Per queste ragioni FLC CGIL Benevento e CGIL Benevento chiedono alla Direzione e alla Presidenza del Conservatorio di chiarire immediatamente:
- se l’adesione a Confindustria sia stata formalmente deliberata;
- quale organo abbia assunto tale decisione;
- quale sia la base normativa posta a fondamento dell’adesione;
- se siano previste quote associative o altri oneri economici a carico del bilancio dell’Istituzione;
- quale finalità istituzionale concreta si intenda perseguire attraverso tale
Riteniamo indispensabile fare piena trasparenza, perché le istituzioni pubbliche non appartengono a interessi particolari, ma alla comunità. Il Conservatorio deve restare un presidio pubblico di cultura, formazione e libertà artistica, non un soggetto gregario del sistema industriale.
FLC CGIL Benevento e CGIL Benevento chiedono pertanto il ritiro di ogni eventuale atto di adesione e l’apertura di unconfronto chiaro con le rappresentanze sindacali, con la comunità accademica e con tutti i soggetti interessati.
La cultura non può essere piegata a logiche di appartenenza datoriale. La formazione pubblica non è merce.
Il Conservatorio è un’istituzione dello Stato e tale deve rimanere.
Benevento, 27.04.2026
CGIL Benevento FLC CGIL Benevento







































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