Si apre una nuova fase nell’inchiesta che nelle scorse settimane ha scosso Palazzo Mosti. Gennaro Santamaria, ex dirigente del Comune di Benevento arrestato con l’accusa di presunta concussione, ha lasciato il carcere dopo la decisione del gip Maria Amoruso di concedergli gli arresti domiciliari.
Il provvedimento arriva al termine degli interrogatori sostenuti dall’ex dirigente davanti ai magistrati della Procura sannita. Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, Santamaria avrebbe mantenuto un atteggiamento collaborativo, fornendo chiarimenti non solo sulla vicenda che lo vede direttamente coinvolto, ma anche sul materiale sequestrato durante le perquisizioni eseguite dai carabinieri.
Sotto la lente degli investigatori ci sono soprattutto alcuni documenti e una pen drive rinvenuti nel corso delle attività investigative. Annotazioni, nomi, cifre e riferimenti a lavori pubblici che potrebbero rappresentare tasselli importanti per ricostruire eventuali ulteriori sviluppi dell’inchiesta.
L’ex dirigente comunale era stato arrestato il 30 marzo scorso nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Benevento. Secondo l’accusa, avrebbe chiesto 70mila euro a un professionista del settore tecnico per favorire lo sblocco di pratiche edilizie. Al momento del blitz, gli investigatori lo avrebbero trovato in possesso di 4mila euro in contanti, ritenuti parte della somma richiesta.
Le perquisizioni effettuate nell’abitazione di Santamaria avevano portato anche al ritrovamento di circa 150mila euro custoditi in cassaforte. Sequestrati inoltre un cellulare e un tablet, dispositivi sui quali sono ancora in corso approfondimenti informatici disposti dagli inquirenti.
Con il trasferimento ai domiciliari cambia la misura cautelare, ma l’indagine resta aperta. La Procura continua infatti a lavorare per verificare il contenuto del materiale acquisito e accertare eventuali ulteriori responsabilità.







































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