Interrogato Mancini: “Accuse infondate. Non so cosa sia l’endoscopio. Nessuna tangente”

E’ stato interrogato questa mattina, nella Casa Circondariale di Capodimonte dove si trova attualmente,  Angelo Mancini, 46 anni, dirigente del Comune di Benevento finito nell’inchiesta della Procura della Repubblica su appalti truccati diretta da Giovanni Conzo – Procuratore facente funzioni, dal sostituto Nicoletta Giammarino e dei carabinieri su alcune gare che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti del 7%.

Mancini, assistito dal suo avvocato Vincenzo Regardi, nell’interrogatorio durato circa due ore, ha dichiarato al GIP Flavio Cusani di essere estraneo ai fatti, che si tratta di accuse infondate sul suo conto e di non aver percepito alcuna mazzetta per truccare appalti comunali.

Angelo Mancini ha anche negato di conoscere lo strumento dell’endoscopio che per la prima volta ha visto nella ricostruzione fatta attraverso le immagini televisive di questi giorni.

L’avvocato ha chiesto la revoca della misura cautelare in carcere, oltre ad aver presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame di Napoli.

Al primo seguiranno gli interrogatori, a partire dalla giornata di domani, alle altre persone coinvolte nell’indagine, destinatari dei provvedimenti cautelari.

Ricordiamo che sono otto i titolari di imprese attualmente agli arresti domiciliari:

Angelo Collarile, 44 anni e Fioravante Carapella, 54 anni, di Benevento, Giuseppe Pancione, 56 anni, di San Martino Valle Caudina, Guido Mastantuono, 50 anni, di Montecalvo Irpino, Pellegrino Parrella, 54 anni, di Roccabascerana, Antonio D’Addona, 52 anni, di Montecalvo Irpino, Mario Siciliano, 52 anni e Pietro Ciardiello, 68 anni di Benevento.

Per Angelo Pilla, 55 anni di Benevento è stato disposto l’obbligo di firma.

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