LA COLDIRETTI CHIEDE UN ADEGUAMENTO DEL PREZZO DEL LATTE

All’incontro, cui hanno preso parte Rocco Messere, presidente di Aprozis e Lorenzo Urbano, responsabile del settore zootecnico Coldiretti, si è discusso di una migliore remunerazione. Coldiretti ed Aprozis proprio per quanto espresso dai propri soci produttori di latte bovino, hanno chiesto alle aziende trasformatrici un incontro esplicativo sull’adeguamento dei compensi che venga incontro alle esigenze degli allevatori. “Una remunerazione migliore – precisa la Coldiretti – può essere ampiamente riconosciuta dai trasformatori, visti gli alti prezzi pagati dai consumatori per latticini e latte fresco soprattutto a seguito degli ultimi aumenti”. Secondo Lorenzo Urbano, il prezzo pagato alla stalla è assolutamente non corrispondente alle esigenze del mondo allevatoriale.«Infatti i costi di produzione per gli allevatori – spiega Urbano – sono lievitati in maniera esorbitante, basta verificare soltanto l’ennesimo aumento dei mangimi e delle derrate avutosi negli ultimi giorni per rendersi conto della difficile situazione degli allevatori”. “Esistono tutte le condizioni – afferma Rocco Messere – come per esempio il maggior consumo pro – capite di latte in alcuni grandi Paesi, come Cina, India ed ex Unione Sovietica, che lasciano pensare che in generale l’aumento del latte non è un fatto congiunturale ma strutturale. L’Aprozis, proprio in virtù di quanto sta accadendo ritiene che ci possano essere tutte le condizioni per giungere a breve a un accordo corrispondente alle attuali esigenze del settore”.La Coldiretti invita i produttori a restare uniti e a non cedere alla tentazione di aderire alle proposte avanzate da alcuni acquirenti, che offrono la chiusura di accordi individuali a condizioni che l’organizzazione degli imprenditori agricoli giudica decisamente insoddisfacenti.Il mercato italiano del latte è caratterizzato da una domanda in espansione rispetto ad una contrazione dell’offerta, pertanto Coldiretti chiede alle aziende trasformatrici un adeguamento del prezzo che possa essere in grado di coprire i continui aumenti dei costi di produzione e che dia tranquillità alle aziende nel tempo.Secondo Coldiretti occorre riaprire il tavolo di concertazione tra le parti anche in virtù di quanto sta accadendo nella regione capofila, la Lombardia, in cui ci sono buone prospettive affinché ci sia un aumento significativo del prezzo del latte. “La forma migliore – conclude Urbano – per garantire la continuità della fornitura, nonché la difesa del latte italiano e dei prodotti di qualità “made in Italy”, è quella di sottoscrivere un’intesa dove le parti convengono consensualmente all’individuazione di un adeguamento dei compensi”.

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