Gli attivisti della LIPU che hanno partecipato a diverse manifestazioni pubbliche su tale questione hanno ravvisato, a fianco a genuine forme di preoccupazione delle popolazioni locali, attacchi gratuiti alla figura del Presidente della Provincia di Benevento che facevano chiaramente intuire azioni di velata speculazione politica in prospettiva delle prossime elezioni provinciali.Ciò è un atto ingiusto proprio perché rivolto verso la persona di Carmine Nardone, al quale va dato atto di avere attuato in questi anni una politica di tutela ambientale e di valorizzazione del territorio attraverso varie azioni. Per la LIPU sicuramente la più importante tra queste è l’impulso che Nardone ha dato alla grande pianificazione territoriale che ha portato a redigere un ottimo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e il Piano Energetico Ambientale Provinciale, mentre attualmente si sta lavorando al Piano Faunistico Venatorio Provinciale. A questo proposito va detto che il futuro di una comunità e il suo sviluppo ecocompatibile dipende principalmente da una pianificazione territoriale corretta che metta in equilibrata relazione le esigenze umane di crescita economica con la conservazione dell’ambiente, e in particolarmodo della natura, determinando così un miglioramento o mantenimento della qualità della vita delle persone.Altre azioni di valorizzazione del territorio per le quali va riconosciuto a Nardone di essere un Presidente di grande levatura politica e culturale sono state: l’attivazione di vari poli museali che hanno rivitalizzato diversi ambiti provinciali dando visibilità esterna al Sannio Beneventano e portando a far crescere l’identità culturale delle popolazioni locali, ma anche a dare nuovo slancio economico a tali realtà; la creazione del telerilevamento satellitare MARSec che ha consentito di avviare una politica di monitoraggio del territorio da estendere oltre i confini provinciali; l’impulso all’innovazione tecnologica attraverso la ricerca di sistemi di produzione energetica abbattendo l’impatto ambientale, come quella che riguarda l’idrogeno; la costruzione della pista ciclo-pedonale Pantano – ex stazione di Vitulano; la costituzione dell’Oasi di protezione della fauna nella zona di Pantano-Serretelle a valle della città di Benevento.La LIPU riconosce tutto ciò a Carmine Nardone – e lo avrebbe fatto in egual modo se al suo posto ci fosse stato un presidente dello schieramento di Centro-destra che avesse portato avanti le politiche territoriali così come ha fatto lui – credendo che non possa inficiare una sola questione, come quella delle Centrali a biomassa, il cammino verso la tutela e la valorizzazione del nostro territorio che egli sta portando avanti efficacemente da anni.Detto ciò, la sezione LIPU di Benevento ci tiene a precisare che proprio gli studi effettuati da qualificati docenti dell’Università del Sannio, contenuti nel Piano Energetico Ambientale Provinciale, hanno messo in evidenza la difficoltà di supportare da parte del nostro territorio provinciale una Centrale a biomassa, figuriamoci due come si vorrebbe fare.In effetti da questo Piano risulta un attento studio sulla produzione di biomassa in ogni singolo comune della provincia di Benevento, considerando principalmente la paglia e poi anche i residui della potatura di viti, olivi e alberi da frutta. Da tale studio risulta però che solo utilizzando tutta la paglia prodotta in provincia di Benevento, senza tenere conto degli altri usi che normalmente vengono fatti, e considerando un bacino di approvvigionamento della paglia comprendente anche alcune aree delle province di Foggia, Campobasso e Avellino si potrebbe alimentare una Centrale di produzione di energia elettrica di 8 MW. Ciò fa capire che sarebbe possibile con la biomassa prodotta nella provincia di Benevento supportare al massimo solo un impianto di piccole dimensioni che eventualmente potrebbe essere predisposto per dare direttamente energia alle comunità ubicate nelle immediate vicinanze rendendole autosufficienti dal punto di vista energetico.Comunque sia il dato fornito dal Piano Energetico Ambientale Provinciale è nettamente inferiore a quello che ora invece ci si propone di fare con le richieste presentate alla Regione Campania di impiantare due Centrali a biomassa, una a S. Salvatore Telesino e l’altra a Reino vicino al fiume Tammaro, di 10 MW ciascuna per un totale di 20 MW. Ecco perché le popolazioni locali hanno il timore che con la scusa della biomassa si vadano a bruciare in questi impianti anche i rifiuti.Benevento, 23 agosto 2007 LIPU – sezione di Benevento







































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