“Siamo fortemente impegnati nell’attuazione delle riforme necessarie per dare impulso, dalla
radice, ad una cultura basata sulla cura pastorale in modo che la
cultura dell’abuso non riesca a trovare lo spazio per svilupparsi e,
ancor meno, perpetuarsi”. E’ quanto afferma il papa in una lettera ai
Fratelli Presbiteri per il 160° anniversario della morte del santo
Curato d’Ars.
“Non è un compito facile e, a breve termine – aggiunge – richiede
l’impegno di tutti. Se in passato l’omissione ha potuto trasformarsi
in una forma di risposta, oggi vogliamo che la conversione, la
trasparenza, la sincerità e la solidarietà con le vittime diventino il
nostro modo di fare la storia e ci aiutino ad essere più attenti
davanti a tutte le sofferenze umane”.
“Negli ultimi tempi – evidenzia il Papa – abbiamo potuto sentire più
chiaramente il grido, spesso silenzioso e costretto al silenzio, dei
nostri fratelli, vittime di abusi di potere, di coscienza e sessuali
da parte di ministri ordinati. Indubbiamente, è un tempo di sofferenza
nella vita delle vittime che hanno subito diverse forme di abuso;
anche per le loro famiglie e per tutto il Popolo di Dio”. Il Pontefice
spiega quindi che la Chiesa è fortemente impegnata “nell’attuazione
delle riforme necessarie per dare impulso, dalla radice, ad una
cultura basata sulla cura pastorale in modo che la cultura dell’abuso
non riesca a trovare lo spazio per svilupparsi e, ancor meno,
perpetuarsi. Se in passato l’omissione ha potuto trasformarsi in una
forma di risposta, oggi vogliamo che la conversione, la trasparenza,
la sincerità e la solidarietà con le vittime diventino il nostro modo
di fare la storia e ci aiutino ad essere più attenti davanti a tutte
le sofferenze umane”.







































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