Per Nicola Boccalone gli amministratori comunali hanno mentito al Mainolfi.

Incapacità, inconsistenza, protervia e il ricorso, ripetuto e costante, alla bugia sono ormai il segno distintivo di atteggiamenti istituzionali che non trovano riscontro tra quanto si afferma e ciò che si realizza.Hanno mentito anche a don Mainolfi che qualcuno ha televisivamente definito “il Mainolfi” come si usa rivolgersi a imputati nel corso di attività processuali.Non sono bastate sette delibere di giunta,continua la nota del consigliere Boccalone, che hanno riguardato e rivisitato l’intera struttura finanziaria dell’ente, in termini di competenza e cassa, per trovare il modo di dar seguito a impegni economicamente valutabili nella misera somma di euro 5.000. Eppure, quest’amministrazione nel corso di sette mesi ha previsto e sostenuto, anche facendo riferimento ad aggiustamenti finanziari, attività promozionali per circa un miliardo di vecchie lire.L’amministrazione ha sempre ritenuto di dar corso alle iniziative proposte, pur non rivestendo assolutamente il carattere dell’obbligatorietà e dell’essenzialità.Oltre tutto, nei casi in cui lo strumento finanziario di riferimento non prevedeva in modo specifico il sostegno finanziario all’intervento desiderato dall’amministrazione, questa ha saputo ricorrere, più volte, alla variazione di Bilancio per sostenere l’iniziativa.Questi fatti e atti dimostrano che assolutamente ingiustificabili sono le sottolineature rivolte a don Pasquale Mainolfi nel senso che non gli si riconoscono doti di «amministratore capace di distinguere e valutare le entrate e le uscite». Ingenerose e improvvide sono le affermazioni rivolte a chi invece ha sempre dimostrato di avere il culto delle realizzazioni. Non vorrei,conclude testualmente Nicola Boccalone che don Pasquale Mainolfi fosse stato anche lui travolto dal destino che accomuna tutti quelli che hanno avuto contatti con l’amministrazione D’Alessandro, che ha concorso a realizzare il campanile.

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