Il paese, a una ventina di chilometri dal capoluogo sannita, che fino al 1979 era una ‘isola’ avellinese, é l’ultimo comune della provincia, non solo in ordine cronologico ma anche perché è il più piccolo per numero di abitanti (630, di cui oltre la metà è rappresentato da ultrasessantacinquenni) della provincia di Benevento. La delusione e la rabbia sono diffusi nel piccolo centro sannita dove ci sono due soli negozi di alimentari e un bar-pizzeria. Gruppi di persone commentano l’ipotesi discarica davanti alla sede del Municipio. “Il silenzio è degli innocenti, ma non dei fessi. Sarà questo – si chiedono – ad aver dettato la scelta? Oppure il governo ha scelto S.Arcangelo perché non abbiamo santi in paradiso?”. Sta di fatto che, affacciandosi dalla finestra della casa municipale, si vede a qualche centinaio di metri l’area scelta per la discarica, in località Nocecchia, una zona che costeggia le aree che per il passato hanno già ha ospitato due discariche, una realizzata nel 1996 che servì anche ad alcuni comuni del circondario, e l’altra realizzata nel 2002 per conto del Consorzio Napoli 3, su disposizione del commissariato per l’emergenza, e riempita nel giro di qualche settimana esclusivamente con rifiuti provenienti da Napoli. “C’é una indagine della procura – dice il vice sindaco Romeo Pisani, un insegnante in pensione e già sindaco del paese per due legislature – avviata in seguito alle nostre denunce di smottamento dei vecchi muri di contenimento in quanto l’area è a rischio idrogeologico, come dichiarato anche dal presidente dell’Ordine nazionale dei geologi, Pietro De Paola”. “Ci avevano promesso la riqualificazione dell’area – continua Pisani – sollecitati anche da una relazione tecnica in cui si evidenzia il rischio per la salute dei cittadini: finora non abbiamo visto e sentito nulla”. “Per questi motivi abbiamo chiesto un incontro col prefetto De Gennaro che, insieme a Prodi – dice un gruppo di consiglieri comunali – invitiamo a venire in paese per rendersi conto della scelta. Non siamo né terroristi né camorristi: siamo brava gente e per questo possono venire qui senza scorte e senza esercito”. “Invece di bonificare le vecchie aree ci hanno fatto questo bel regalo: il nostro silenzio – riprende Pisani – non deve apparire che siamo delle pecore: lo avrei voluto spiegare qualche sera fa a ‘Porta a Porta’ da Vespa ma non mi è stata data la possibilità. “La nostra comunità ha già dato la propria solidarietà al resto della regione – aggiunge Nicola Colangelo, presidente del Codisam (comitato difesa salute e ambiente) – e francamente non sappiamo per il passato nemmeno cosa hanno sversato in discarica”.





































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