SALVIAMO LA FAMIGLIA RITORNANDO A DIO

Carissimi,la prossimità del S. Natale di nostro Signore Gesù Cristo, mi offre l’opportunità di entrare nelle vostre famiglie mediante i mezzi di comunicazione sociale, che ringrazio vivamente per il loro delicato lavoro a servizio della collettività e perché grazie a loro posso esprimervi la mia vicinanza e il mio paterno affetto e ringraziare tutti e ciascuno in particolare per la calorosa accoglienza riservata alla mia persona durante la Visita Pastorale alle comunità parrocchiali della nostra Arcidiocesi. Desidero entrare come Padre e Pastore nella vostra casa, abitazione dei vostri affetti e delle vostre gioie, spazio di incontro e dialogo tra genitori e figli, luogo famigliare di condivisone di speranze e progetti, di sofferenze e qualche volta di incomprensioni. Il Natale, infatti, è festa della famiglia perché non possiamo dimenticare che il Figlio di Dio entra nel mondo inserendosi in una famiglia costituita da due sposi: Maria e Giuseppe. La famiglia è la prima scelta di Gesù che viene nel mondo. I primi a gioire e a rallegrarsi nella notte santa del Natale sono stati due sposi. Gesù vive e cresce per ben trenta anni in seno ad una famiglia. Ha operato il primo prodigio, che rivelò la sua bontà e la sua potenza, a favore di una nuova famiglia a Cana. Ha portato con la sua presenza la benedizione e la salvezza a tante famiglie (Pietro, Zaccheo) che lo hanno accolto con gioia. Ha onorato la famiglia di Betania, accettando l’ospitalità offerta con amore. Ha ricostruita la famiglia dando ad essa i sacri vincoli originari dell’unità e dell’indissolubilità, elevando l’unione dei coniugi alla dignità di sacramento, segno del suo patto d’amore con la Chiesa. 1. La famiglia: “piccola chiesa domestica”Ecco perché la vostra casa, ogni casa, è molto di più di una semplice dimora: per il sacramento del matrimonio la famiglia che la abita è come una “piccola chiesa”, presenza di quel Dio che ha voluto, in Gesù Suo Figlio, condividere in tutto la nostra avventura umana e donarci il bene più prezioso che l’uomo possa conquistare: l’amore assolutamente gratuito e tenerissimo di Dio, che è il vero tesoro da custodire gelosamente, l’unica pace da perseguire, l’unica certezza che ci autorizza a lottare e a sperare.Pertanto, vi invito, in quanto battezzati e, quindi, figli di Dio e membri della Sua Chiesa, a non dimenticare questa grazia, l’amore inestimabile di Dio per ciascuno di voi; non dimenticate la dignità e l’onore di essere uomini e donne cristiane, assumendo, perciò, responsabilmente l’essere genitori chiamati ad educare i vostri figli nel nome del Signore. La festa del Natale che ci apprestiamo a celebrare potrebbe essere l’occasione propizia per convincerci ancora di più che occorre lavorare con nuovo ardore e passione alla salvaguardia e alla santità del matrimonio e della famiglia, alla loro elevazione spirituale e materiale, al recupero dei valori sacri della famiglia (unità, indissolubilità, generosità, accoglienza della vita, educazione dei figli, solidarietà verso le famiglie più povere) e alla liberazione dai falsi valori che la minano e che cercano di farla scomparire del tutto (divorzio, separazione, convivenza, coppie di fatto, patti sociali, contraccezione, aborto, eutanasia, fecondazione assistita, politiche sociali che non si interessano della promozione e salvaguardia del presente e del futuro della famiglia).Salviamo la famiglia ritornando a Dio. La Chiesa è impegnata in prima linea nel far riscoprire alle nuove generazioni l’inestimabile valore della famiglia dalla quale dipendono la civiltà e la salvezza dei popoli (Cfr. Christi fideles laici, n° 40).2. Gesù, Verbo fatto Carne, modello di umanità redentaIl farsi uomo del Figlio di Dio è insegnamento certo e via insuperabile per il nostro crescere in umanità. Anche Lui, il Verbo eterno del Padre, è cresciuto «in età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52), imparando «nei giorni della sua vita terrena … l’obbedienza dalle cose che patì» (Eb 5,8). Gesù è venuto tra noi per insegnarci a diventare uomini, crescendo come figli dell’unico Padre, ricercando nella volontà di Dio il segreto della maturità umana. E la volontà di Dio è che la comunione regni tra gli uomini. Chiunque nega e contraddice questa verità con le sue scelte concrete di vita si porta la morte nel cuore e semina distruzione, spegne ogni speranza di umana convivenza.Impariamo ad essere uomini da Gesù, il solo «mite ed umile di cuore», il solo che ci ama «sino alla fine», l’unico a perdonarci «settanta volte sette», l’unico che si lascia mangiare come pane profumato di misericordia senza pretendere il contraccambio, il solo ad essere inchiodato, fino agli inferi dei nostri fallimenti, alla nostra libertà capricciosa per riscattarla dallo smacco finale del cuore indurito e impenitente. Egli ha condiviso in tutto la nostra fragile umanità, eccetto il peccato, malattia mortale, menzogna che perverte ogni bellezza umana, ogni sincero slancio di amicizia, ogni generoso sacrificio perché altri, a cominciare dagli “stranieri” presenti nel nostro territorio, possano accedere al banchetto di ogni ricchezza umana: economica, culturale, affettiva, sociale, politica, religiosa. Perciò l’unico e il solo che pretende di essere «la via, la verità la vita» in persona, il segreto di ogni nostra aspirazione al bello, al vero, al giusto, è Gesù, Figlio eterno del Padre, nato nel tempo dalla Vergine Maria, nostro fratello e redentore, il Maestro. Lui si è fatto uno di noi per aiutarci a crescere da uomini degni di questo nome, per darci santità di vita, pienezza di umanità appunto: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). Alla Sua scuola possiamo sperare di crescere come famiglia umana redenta dall’amore misericordioso del Padre. 3. La famiglia di Nazareth, immagine vivente della Chiesa di DioCari fratelli e sorelle, concludendo questo mio primo messaggio natalizio, vi invito a prepararvi al Natale di Gesù nostro Signore con gli occhi fissi al presepe che mi auguro venga ancora allestito in ogni famiglia. La grotta di Betlemme ci mostra concretamente la solidarietà di Dio nei nostri confronti e ci racconta che a Dio, il Padre di ogni misericordia, sta a cuore la nostra esistenza con tutti suoi risvolti di gioie e dolori: il Suo interesse siamo noi. Il cristiano, guardando a Gesù e contemplandolo piccolo bimbo in una mangiatoia tra Giuseppe e Maria, esercita la sua fede nella concretezza della vita, nell’impegno quotidiano per rendere questa nostra terra sempre più abitabile, più vivibile, più umana perché attraversata da quella comunione divina che Cristo è venuto a regalarci quando, come ogni cucciolo d’uomo, è germogliato a questa vita nel grembo di sua madre, Maria santissima. A Lei, madre dolcissima, alla sua cura materna affido la vostra famiglia. A Lei che insieme a Giuseppe e al bambino Gesù ha sperimentato l’amarezza dell’esilio e la sofferenza di essere emarginata dalla città degli uomini, perché straniera e povera, affido, mediante la vostra concreta sensibilità e solidarietà, i tanti immigrati i cui elementari diritti di uomini sono calpestati dalla nostra indifferenza o dallo sfruttamento nel lavoro e nella società.Rivolgo un pensiero tutto particolare ai giovani della vostra famiglia e della nostra arcidiocesi che desidero affidare a Gesù bambino, segreto di perenne giovinezza spirituale, perchè con il loro entusiasmo e la loro generosità diano segnali di nuova civiltà e umanità, con il loro impegno serio nello studio, nel volontariato, nella professione appena intrapresa, nell’invenzione di nuovi spazi di lavoro, nel creare nuove condizioni di relazioni umane con giovani di altre culture e religioni. Infine a voi genitori un grazie per il vostro si alla vita, ripreso ogni giorno nelle piccole cose che fanno il vostro quotidiano. Un grazie per la tenacia con la quale dimostrate ai vostri figli che non c’è amore senza legami di tenerezza, senza fedeltà creativa, senza sacrificio, senza perdono, nella gioia e nel momento duro della sofferenza. Il santo Natale di nostro Signore vi rinnovi nel vostro si, vi faccia riscoprire che radice e fondamento della vostra casa, della vostra famiglia, del vostro amore, è Colui che è presenza fedele e immancabile in tutti giorni della nostra vita: il Padre di Gesù, il Dio della vita e della gioia, che facendosi uomo ha posto la sua dimora in mezzo a noi.Auguri di un Natale sereno e di pace, un Natale che sia davvero festa della famiglia. †Andrea MUGIONE Arcivescovo Metropolita di Benevento

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