«Noi Sanniti»: Mastella lancia il suo movimento

Nessun tram per riapprodare in Parlamento. Il Movimento lancia- to ieri sera da Clemente Mastella non cela l’obiettivo finale di riporta- re l’attuale sindaco di Benevento lì dove ininterrottamente è stato, tra Camera e Senato, per ben 32 anni, una permanenza in quegli scranni che lo collocano tra i più longevi in assoluto.

Ieri sera, dal palco allestito nello spazio antistante la Rocca dei Rettori, c’era da celebrare la «resurrezione» politica dell’immarcescibile Clemente, cui il trionfo nel ballottaggio del 19 giugno, ha ridato nuova vitalità. Al punto da indurlo ad annunciare, non senza sorpresa, l’intenzione di dar vita ad un movi- mento che parte sì dalla provincia di Benevento, e non per niente ha nome «Noi Sanniti», ma non si sa dove potrà arrivare.

«Lancio questo movimento – proclama il neo sindaco del capoluogo – perché c’è bisogno di un’iniziativa nuova nell’area centrale e, quindi, bisogna far qualcosa per cercare di porre fine alle tante divisioni che hanno frenato quest’area in questi ultimi anni. Stando al di fuori, mi limiterò a fornire indica- zioni, proporre una linea. Per intan- to qui a Benevento ci chiameremo “Noi Sanniti”, mentre a livello regionale “Noi Campani”. Ma il movi- mento può andare oltre i confini re- gionali perché sono tantissimi coloro che mi chiedono di far qualcosa».

Mastella ci tiene a ribadire che l’iniziativa non si ripropone finalità di tipo personali: «Assolutamente no! Io farò questi cinque anni da Sindaco di Benevento e chiudo. Spero soltanto di poterli fare al meglio e restare nel cuore dei miei concittadini». Il nome del nuovo movimento riecheggia quello attribuito dal suo amico Diego Della Valle alla fondazione sorta pochi mesi fa e che non si sa ancora se sfocerà o meno in progetto politico. «Noi Italia- ni», almeno per ora resta una fonda- zione, in ogni caso Mastella esclude qualsiasi raccordo. «No, non c’entra assolutamente nulla. Con Diego parleremo nel corso dell’estate e poi si vedrà, ma questo movimento è altra cosa, risponde alle tante sollecitazioni che mi so- no pervenute in questi dieci giorni da ogni parte d’Italia. Ci sono già referenti al di fuori della Campania, il modello, però, deve essere quello sperimentato qui in città, il dato civico di Benevento, con il ri- torno in campo della politica, una politica che parla però con la gente, è esigente con se stessa, interloquisce con un mondo che ha enormi difficoltà e cerca di interpretarne e soddisfare le istanze. Ci prefiggiamo la riscoperta della politica, sen- za populismi e populisti che non ri- solvono i problemi».

All’incirca un anno fa, Clemente Mastella immaginava un altro di- segno, la riedizione della Margherita che aveva inglobato diversi soggetti centristi. Ora, il progetto può essere collocato in soffitta. Definitivamente. «No, non esiste, qualcuno non ha compreso il progetto. Ma ora occorre dar vita ad una cosa nuova, del tutto diversa, ad immagi- ne e somiglianza di quanto avutosi a Benevento per le amministrative, il modello è quello». Beh, alle Comunali, Mastella ha vinto larga- mente, ma in compagnia di Forza Italia e Udc. «No, non c’entrano, semmai potranno essere alleati, ma io mi riferisco al movimento da

me promosso, non ai partiti come tali». In quanto alla collocazione, è prematuro parlarne. «Questo è un movimento, poi vediamo dove si colloca, dipenderà da chi si aggrega, anche perché la mia ambizione è indurre altri soggetti ad unirsi a noi e non già il contrario». In definitiva, l’idea a Mastella è stata suggerita dalle sollecitazioni incessanti pervenutegli dopo l’elezione a sindaco di Benevento. «È così, trattasi di un successo che ghigliottina i finti rinnovatori, i puristi senza consenso del popolo come Salvini, gli agitatori che non si rendono conto delle difficoltà, è un modo antico, degasperiano, di far politica, anzi, per metà sturziano e per metà degasperiano di parlare direttamente alla gente».

 

IL MATTINO del 1 Luglio 2016

ARTICOLI CORRELATI