“L’idea della sospensione del codice degli appalti è una vera follia. Ha un insieme di regole che
determinano la trasparenza dell’acquisizione del lavoro, la qualità
dei lavori stessi e, ovviamente, operano a evitare la corruzione. Che
avviene in tanti modi: negli appalti pubblici come nel subappalto”. Lo
ha dichiarato all’AdnKronos Susanna Camusso, già segretario generale
Cgil, a Benevento per un convegno, organizzato dall’Unisannio, per
celebrare il centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
“Sospendere il codice – continua Camusso – vorrebbe dire avere una
giungla nel mondo degli appalti che avrebbe effetti pessimi sul lavoro
e sulla qualità delle opere. Mi pare che di tutto abbiamo bisogno in
questo momento tranne che di ulteriori infiltrazioni della criminalità
e delle mafie organizzate in questo settore. Bisogna stringere le
maglie non allargarle. Occorre fare un lavoro molto serio. Quando si
genera cattivo lavoro, lavoro in condizioni negative, si creano dei
danni maggiori per il futuro di quel poco che sembrerebbe di avere
adesso. Abbiamo bisogno di innovazione, di creatività, di qualità
effettiva non di continuare ad avere appalti al massimo ribasso o
pessima qualità delle opere o pessima qualità dell’assistenza alle
persone, dei servizi”.
“Bisognerebbe avere un altro orientamento – conclude Camusso – che è
quello del rigore, della qualità, dei controlli, della competenza. Non
partire sempre dal presupposto che pur di fare qualcosa questo è buono
perché, in realtà, molti dei mali che il nostro Paese ha in termini di
sviluppo e di prospettive, derivano proprio dal non aver investito
sulla qualità”.







































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