Si è svolta dal 10 al 13 luglio scorso l’undicesima missione in Ucraina del MEAN, il Movimento Europeo di Azione Non violenta.
Un nutrito gruppo di italiani, circa un centinaio, al quale si sono aggiunti altri aderenti provenienti da altre nazioni europee, si è quindi recato a Kiev per una due giorni intensa di incontri, sotto l’egida dello slogan “ Non possiamo tacere”.
Giovedì 11 luglio si è avuto un incontro a tratti commovente presso l’ospedale pediatrico Okhmatdyt sventrato nell’ultimo raid su Kiev SOLO tre giorni prima.
I partecipanti hanno avuto modo di verificare con i loro occhi la distruzione operata dal missile russo e di incontrare uno dei medici che erano presenti, rivivendo attraverso le sue parole l’orrore di quei momenti.
Sempre nel pomeriggio di giovedì 11 si è tenuto un momento dui preghiera, al quale hanno partecipato in Kiev, sotto la guida del Nunzio della Santa Sede in Ucraina, mons. Visvaldas Kulbokas, tutti i rappresentanti delle maggiori confessioni religiose del paese, oltre ai responsabili di alcune sigle dell’associazionismo ucraino, nonché circa trenta città italiane collegate on line.
La data è stata scelta non a caso, ricorrendo l’11 luglio, la memoria religiosa di San Benedetto, patrono di Europa, e la memoria civile della strage di Sebrenica,
Nella stessa giornata si sono svolti incontri tra gli scout aderenti al MEAN e le associazioni scout ucraine.
Venerdì 12, sempre a Kiev, ci sono stati tavoli di lavoro tra i partecipanti del MEAN e rappresentanti della società ucraina, al fine di promuovere il dialogo interreligioso ed individuare azioni concrete per superare i traumi di guerra e per stimolare le istituzioni europee a giocare un ruolo attivo nella costruzione della pace anche attraverso l’istituzione di Corpi civili di pace, secondo l’intuizione di Alex Langer.
La delegazione beneventana è stata composta da cinque persone, guidate dal portavoce del MEAN Angelo Moretti.

















































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