“Oggi il ministero ha posto rimedio all’errore che ha frenato molti medici di base nell’accedere alla vaccinazione, la necessità di presentare il consenso informato con la partecipazione di due sanitari, un requisito difficilissimo per i medici di base che sono da soli”. Così Vincenzo Scotti, presidente dell’ordine dei medici di Napoli, spiega no dei freni nella partecipazione della medicina territoriale alle vaccinazioni dei propri pazienti. “La circolare del ministero – spiega Scotti – non è ancora sul sito della Regione, spero ci sia presto, così i medici potranno raccogliere il consenso da soli e ci sarà un forte aumento delle adesioni. Attualmente leggo che un medico su quattro ha aderito, che è praticamente la popolazione di medici che poteva fare il consenso con un collega che ,magari divide lo studio con lui. Da soli prima della circolare non si poteva fare, perché se accade una tragedia al paziente il medico viene condannato perché non vale il suo consenso informato”.
Scotti, che da domani non sarà più presidente dell’ordine campano dopo i risultati delle elezioni ma resta segretario generale della Federazione Nazionale Medici di Famiglia – , ha intanto aderito ed è in attesa della consegna delle dosi di vaccini: “Mi sto preparando – spiega – non senza difficoltà. In particolare sulla piattaforma informatica della Regione che va assolutamente semplificata. Siamo di fronte a una burocrazia online infinita e alla fine chiedono anche che il consenso firmato dal paziente venga scannerizzato dal medico e inviato al database dell’Asl. In più ci sono degli errori: ieri avevo cominciato a scaricare i consensi informati per averli pronti da riempire e far firmare, ma poi mi sono accorto che si stampano con la data e l’ora, quindi non puoi prepararteli, devi scaricarli e stamparli al moment in cui il paziente entra in studio. Mi pare evidente che chi ha preparato queste procedure non ha mai parlato con un medico che deve fare la vaccinazione per semplificare le cose”.
Scotti sottolinea anche “la grande difficoltà – spiega – nel reperire le siringhe, in farmacia ho trovato una ventina di siringhe da insulina e ho dovuto comprare gli aghi diversi per il vaccino. Ieri avevo cercato su amazon, volevo comprarne un centinaio e non le ho trovate. Magari potevano pensare di portarci anche le siringhe insieme ai vaccini, non vorrei che ci ritroviamo ora con questa difficoltà, una seconda edizione di quello che accadeva all’inizio dell’edpidemia con le mascherine”. (ANSA).







































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