Fissata anche l’udienza del processo, il 12 luglio davanti al Gup Sergio Pezza, in cui si deciderà se rinviare a giudizio gli attuali imputati o proscioglierli. Le indagini, condotte dalla Digos e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Clemente, sono scattate due anni fa su esposti presentati da vari esponenti politici.
ESTORSIONE – Nel lungo elenco degli indagati compaiono la consigliera regionale Sandra Lonardo e il figlio Elio Mastella, ritenuti i dirigenti dell’Associazione Iside nova. Tra i nomi figurano anche il tesoriere Angelo Sabatino, il direttore generale Clemente Rossi e le collaboratrici Consiglia Cacace e Rita Maio. Nei loro confronti viene ipotizzato il reato di estorsione per aver preteso contributi dai venditori che collocavano i loro banchi di vendita nell’ambito della rassegna.
TRUFFA – Diverse le contestazioni per gli altri indagati. Il direttore artistico Renato Giordano, a cui nel luglio di due anni fa fu ordinato il divieto di dimora (provvedimento poi revocato) nella provincia di Benevento, è accusato di truffa per aver esibito fatture poi risultate false. Lo stesso reato viene imputato al dirigente del Comune Antonio Carrea, all’ex coordinatore dell’Ept Giuseppe Gatti, a Rocco Lino titolare della Vegency, a Umberto Rossi amministratore della Green Town, a Enzo Luongo amministratore della Line Verde, a Pasquale Tedesco dell’associazione In strada, a Liberato Lo Conte titolare della International Vips Service, e infine Giuseppe Moscovio e titolare del ristorante Il Vicoletto.
FALSO, FAVOREGGIAMENTO E TURBATIVA D’ASTA – Ipotesi di falso per Giuseppe Aulino, all’epoca dei fatti responsabile del procedimento presso la direzione provinciale del lavoro, che avrebbe attribuito alla società di Renato Giordano adempimenti da questa non espletati. Accusati di favoreggiamento Francesco Pace e Domenico Luzzi. Infine, contestata una turbativa d’asta a Pietro Laudizio e Michele Pietrovito.
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