Pur avendo, le due massime associazioni, i cui referenti nazionali sono Francesco Cersosimo e Gabriele Longo, proseguito con determinazione sulla strada di una riforma garante di continuità e di una reale autonomia e indipendenza della magistratura, sono invece emersi da parte del Governo ostacoli pochi comprensibili al momento di tradurre in legge un provvedimento condiviso un po’ da tutte le parti politiche e non.Più che affrontare il problema con ordini del giorno che sono, atti di indirizzo, il governo è quindi chiamato a un decisivo atto di coerenza logico, concreto e decisivo, INSOMMA UNA RIFORMA SULLO STATUS DELLA MAGISTRATURA DI PACE, oltretutto perché, ai giudici di pace nuove e prestigiose attribuzioni sono state assegnate, quali le espulsioni di clandestini, ed in materia civile la previsione di un incremento della competenza per valore: riconoscimenti che suffragano la professionalità acquisita. Negli ultimi 10 anni la Magistratura di pace ha definito 12 milioni di procedimenti civili mentre la durata media dei processi innanzi al giudice di pace si mantiene in tempi inferiori ad un anno. E’ quindi importante che il Ministro di Giustizia convochi la Magistratura di pace associata ed assuma l’impegno di portare a compimento in tempi brevi e certi la RIFORMA che il Governo è tenuto a formulare sulla stregua dei precedenti ordini del giorno.L’incontro urgente rivolto al Ministro Alfano fa seguito anche ad una sua precedente proposta di legge quando era “soltanto Deputato” in cui prevedeva tra i punti fondamentali “la continuità dell’incarico per i giudici di pace e il riconoscimento di una copertura previdenziale”.La speranza è che il Ministero non continui ad eludere il confronto per scongiurare che, a questa astensione, ne seguano altre.Dati in percentuale di partecipazione all’astensione:a livello nazionale 94% circaidem a livello Regione Campania.Per Benevento e provincia è del 98%Pagina a cura del coordinatore dell’ufficio dei giudici di pace di Benevento dott. Alberto Abbuonandi e del il referente provinciale dell’ANGIPA giudice Francesco Cecere.




































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