Orrore all’Asilo di Airola: Nuove contestazione per le maestre.

Una nuova importante evoluzione nel processo a 4 maestre riguardante i maltrattamenti ai bambini presso l’asilo di Airola:
Il Pm presso il Tribunale di Benevento, Dott.ssa Flavia
Felaco, accogliendo la richiesta dell’Avvocato Vittorio Fucci, difensore di una delle parti offese, ha avanzato una nuova contestazione a una delle imputate a seguito di una rilettura degli atti sollecitata dal difensore, che permetterà la costituzione di parte civile alla parte offesa da lui rappresentata.
Il magistrato monocratico Francesca Telaro ha rinviato l’udienza per permette ai difensori di esaminare il nuovo capo d’imputazione.
Ora il processo, essendo intervenute nel frattempo nuove norme che regolano questo tipo di reati, è probabile che passi dalla competenza di un giudice monocratico a quella del collegio.
Tutto era partito alla denuncia presentata dalla mamma di una bambina che aveva appena 3 anni, in cui si faceva riferimento a presunti maltrattamenti subiti dalla figlia da parte di una maestra della scuola materna privata di Airola. Nei mesi a seguire, le indagini coordinate dalla Procura di Benevento avevano portato alle misure del divieto di dimora nel centro caudino per le quattro maestre di quell’asilo, emesse dal gip Loredana Camerlengo, su richiesta del pubblico ministero Flavia Felaco, per il reato di maltrattamenti in concorso.
Un’indagine scaturita in un processo con quattro donne a giudizio: A.P.M., 5lenne di Airola difesa dall’avvocato Fabio Russo, P.C., 33enne sempre di Airola difesa dall’avvocato Maria Zollo, M.M., 34enne di Bucciano, difesa dagli avvocati Ettore Marcarelli e Pasquale Matera e V.A., 32enne di Sant’Agata De’ Goti, difesa dagli avvocati Giovannina Piccoli e Margherita De Masi.
Le insegnanti, secondo l’accusa, si sarebbero rese colpevoli di atteggiamenti violenti nei confronti dei piccoli che frequentavano l’asilo. I bambini sarebbero stati, infatti, puniti con schiaffi al volto, colpi alla testa, strattonamenti, pizzichi e, in alcuni casi, con la chiusura in una stanza buia. Le insegnanti, secondo l’accusa alla base dell’ordinanza di divieto di dimora, avrebbero generato «un clima di terrore e l’istigazione alla violenza». Numerosi gli episodi contestati alle maestre per comportamenti tenuti nei confronti dei bambini.

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