Il Benevento, dopo la convincente prova di Verona che ne ha consolidato il quarto posto in classifica, è alla vigilia della sfida contro il Cosenza. Gli uomini di Bucchi sfideranno domani al Vigorito, alle ore 21, i calabresi allenati da Pietro Braglia, che occupano la dodicesima posizione nel campionato cadetto, e hanno ottenuto con largo anticipo l’obiettivo stagionale, ovvero la permanenza in serie B. Sentiamo le parole di mister Bucchi in conferenza stampa:
INSIDIE DELLA PARTITA: la difficoltà è tanta, abbiamo difronte un avversario che ha raggiunto la salvezza, ma si vuole giocare qualcosa in più perché non ha niente da perdere. Giocano un buon calcio, Braglia è un ottimo tecnico, buoni giocatori, ovvero il nucleo storico della serie C, e hanno le carte in regola per crearci dei problemi. Hanno un’ottima fase difensiva, giocatori velocissimi che possono ribaltare l’azione, noi dobbiamo prevenire loro ripartenze e trovare il momento giusto per ripartire. Entrambe le squadre faranno una partita in attacco, ma noi dobbiamo vincere a tutti i costi.
INFORTUNATI: Gori aveva una visita medica, Costa e Asencio sono recuperabili, Tuia forse per la prossima partita o contro il Padova, con lui siamo sempre cauti perché questa stagione è stata un calvario.
PREVISIONI PER LE ULTIME GARE: i ragazzi scalpitano in questo momento ed è un bene, chi rimane fuori sarà dispiaciuto ma lo farà a fin di bene e in maniera rispettosa, in questo momento c’è serenità e positività, con le partite ravvicinate molti saranno chiamati in causa per il bene comune e non individuale. Avrei firmato per arrivare questo punto, dopo una retrocessione è sempre un annata complicata, sicuramente ci sono stati errori, anche miei, e difficoltà per indisponibilità di giocatori come Tuia, Antei, Nocerino, Maggio, Del Pinto e anche la scelta del modulo è stata molto condizionata da questo. Abbiamo preferito la solidità a un gioco offensivo entusiasmante, ma mancavano molti giocatori, ora li abbiamo recuperati e possiamo fare lo sprint finale.
ARMENTEROS: è un attaccante atipico ha grande presenza fisica, pur non essendo altissimo, e deve esprimersi per le sue peculiarità. Ci dispiace averlo avuto tardi e ne ha giovato Coda, era quello che volevo da gennaio due punte di ruolo e una mezza punta come Ricci o Insigne. Ora sta migliorando ma deve segnare, ci aspettiamo gol e finalizzazioni a lui piace più la bellezza che la praticità ma a noi servono i gol.
ENTUSIASMO: conta tanto perché dal nostro raduno quei 2500 tifosi ci hanno dato un chiaro segnale, quando le cose non vanno questo entusiasmo diventa criticità ma questo è un percorso che abbiamo avuto un po’ tutti tranne Brescia e Lecce, in quanto quelle squadre che devono vincere a tutti i costi hanno maggiore pressione. Noi, dal canto nostro, abbiamo sempre lavorato per trasformare le critiche in applausi e per giocarci la serie A.
LETIZIA E BUONAIUTO FUORI: è difficile perché meriterebbero molto in più, ma ha fatto panchina Viola, Crisetig, Volta, Antei, Maggio. Questo è il mio mestiere e bisogna assumersi le responsabilità. Dispiace a me quanto a loro ma quando c’è un bene comune è così, l’obiettivo di squadra è più importante di quello individuale.
POST VERONA: dopo il due a zero abbiamo tenuto le linee molto strette e abbiamo concesso qualcosa per errori individuali, dovevamo essere più cattivi nel chiudere la partita. Anche con due gol di vantaggio bisogna stare molto attenti, perchè basta un episodio e la partita si riapre.
GIORNATA SPARTIACQUE: no non credo, ma sicuramente sarà una giornata importante, questo sono gare che in passato non abbiamo ottimizzato, ovvero quelle partite con squadre che apparentemente potevano non crearci problemi, invece il Cosenza è una squadra che va affrontata con rispetto e determinazione. Basti vedere il Lecce col Perugia e anche il Palermo per capire che nulla è scontato. Abbiamo fatto tantissimo a Verona, ora non dobbiamo buttare via tutto.
RIGORE A CODA: è stata una di quelle cose che a un allenatore non può che far piacere. Nicolas ha lasciato qualcosa di suo per il bene di un compagno, nel finale di campionato non ci devono essere egoismi ma pensare solo al bene della squadra.
GRUPPO: i ragazzi sono sempre stati molto compatti quindi quello che ci ha aiutato è stato il tempo, la leadership di Maggio è stata perfetta, così come quella di Viola e di Del Pinto quindi il conoscersi è stato un percorso inevitabile in una stagione così lunga. Io mi aspettavo tutto ciò e speravo di arrivare a questo punto della stagione in questo modo.




































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