Roberto Rosso: «Dopo di me, anche Viespoli uscirà da Fli»

Così Roberto Rosso, deputato futurista e coordinatore regionale, ennesimo parlamentare in fuga da Fli, spiega il suo ritorno nel Pdl e sulle voci circa un probabile addio anche da parte del presidente dei senatori Pasquale Viespoli conferma: «Oggi Viespoli ufficializzerà la sua uscita».

Anche lei, onorevole Rosso, ci ripensa?
Guardi, quando ho lasciato il Pdl l’ho fatto ritenendo che ci fosse un deficit di quel liberalismo che aveva caratterizzato la nascita di Forza Italia nel ’94 e che mi sembrò invece di ritrovare nella proposta di Gianfranco Fini.
E invece?
Invece nei successivi tre mesi mi sono accorto che sulla proposta politica in Fli prevaleva il rancore personale e l’antiberlusconismo.
Quand’è che si è davvero deciso a fare retro marcia?
Tre settimane fa, in occasione del voto alla Camera sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Silvio Berlusconi quando suggerii a Fini di optare per l’astensione ma non fui ascoltato tanto che Fli votò con l’opposizione.
Lei si astenne?
Io non votai perché non me la sono sentita di attaccare un uomo che a me ha sempre fatto del bene.
Però a Milano, al congresso fondativo del partito, c’era anche lei…
Infatti quello è stato l’altro grande momento di lacerazione. Da una parte, infatti, Fini insisteva con la collocazione di Fli a destra, dall’altra si contraddiceva aprendo all’ipotesi di un comitato di liberazione nazionale che includesse tutti, fino a Vendola, pur di far fuori Berlusconi.
E’ per questo che Fini si sta perdendo per strada i pezzi?
Io credo che Fini sbagli a voler stringere alleanze innaturali e a voler tenere insieme, anche dentro al suo stesso partito, anime troppo diverse come Viespoli e Bocchino.
Viespoli ormai è in bilico e il gruppo al Senato già non esiste più…
Viespoli tra poco annuncerà che esce da Fli.
Lo farà oggi alla riunione dei senatori superstiti?
Confermo.
Che fine farà, secondo lei, Futuro e Libertà?
A Fli auguro il massimo bene, però credo che il processo di disillusione in atto porterà ad altri abbandoni e continuerà finché Fini non avrà deciso cosa fare di questo partito.
Consigli?
Io credo che l’unica strada sia quella di ammettere serenamente di voler andare verso sinistra pur provenendo da destra.
Un consiglio un po’ suicida mi pare…
Infatti questa sarebbe un’operazione di trasparenza che però non è detto garantisca anche i risultati. Rifiutandosi di allearsi con il centrodestra e stando a sinistra, Fli potrà al massimo rappresentare una minima nicchia.
In che rapporti è oggi con Silvio Berlusconi?
In 3 mesi Berlusconi mi ha sempre dimostrato un affetto, una generosità e un’amicizia squisite. Anche il giorno stesso della mia adesione a Fli mi chiamò per invitarmi a casa sua.
Avrà tentato di convincerla a restare…
No, affatto. Passammo il tempo a revocare episodi del passato. Ricordo che io sono stato il fondatore di Forza Italia e che per un soffio non battei Chiamparino quando mi candidai a sindaco della città.
Mica un mercenario come dice Bocchino…
Esatto, io sono nato politicamente con Forza Italia, sono stato la sua faccia pubblica in Piemonte e il mio rientro nel Pdl è un ritorno a casa molto più naturale di quello che fu il mio passaggio in Fli dove oggi il capogruppo alla Camera è un laicista radicale come Benedetto Della Vedova le cui idee cozzano in pieno con le mie che faccio parte di Comunione e Liberazione e mi rifaccio ai principi della tradizione cattolica.
Lo dica chiaro così nessuno ci ricamerà più su: che le ha promesso Berlusconi?
Berlusconi è un uomo di incredibile fascino persuasivo, capace di tenere sempre la porta aperta alle persone, ma per quanto riguarda possibili incarichi non ne abbiamo ancora parlato.
Non vorrà anche a lei recitare la parte del politico che non mira alla poltrona?
Infatti non lo faccio. Anzi, sarei contentissimo se mi venisse offerta una carica. Mi piacerebbe davvero molto tornare ad occuparmi di lavoro ed economia.

 

 

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