Quando poi i cronisti gli chiedono se c’è la possibilità che nasca al Senato un gruppo del Terzo polo, magari con i senatori dell’Api, Viespoli scandisce che "tutte le ipotesi sono sul tappeto".
Ipotesi che potrebbero annoverare anche un’uscita in massa da Fli, ma che Viespoli non conferma, tanto è vero che a domanda diretta sulle cinque possibili ‘uscite’ dal gruppo, il senatore taglia corto dicendo di aver "sempre evitato di dare i numeri, ma è ovvio che tutto il gruppo risente delle scelte di Menardi e Pontone" di lasciarlo. Insomma, secondo Viespoli bisogna aspettare la riunione di oggi pomeriggio, ma "non è detto – spiega – che sia una riunione esaustiva, perchè ci troviamo di fronte a una storia e a delle questioni anche personali, che non sono irrilevanti".
Ciò che i senatori di Fli vogliono, dunque, è "determinare le condizioni per dare un contributo forte a identificare una nuova destra: intorno a questi valori – secondo Viespoli – c’è da fare una lunga riflessione", che prende le mosse dal fatto che sono maturate "alcune contrarietà" sulla conduzione di Fli, "ad esempio sul perchè interrompere in questo modo il rapporto con il Pdl".
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