Quello che accade alla Comunità Montana del Taburno può non piacere, ma rientra pur sempre nell’uso di strumenti di democrazia di cui l’ordinamento degli Enti Locali si è dotato.Può apparire troppo scaltro, anche un po’ spregiudicato, ma è pur sempre ancorato a procedure regolamentari. La logica della reazione a catena è inaccettabile. Confido nella serietà del Presidente Nardone e in quell’ annuncio di scioglimento anticipato che ha fatto trapelare. Se le già fragili intese che lo hanno portato al Governo della Provincia non sono più attuali, farebbe bene a pensarci seriamente. Sappiamo bene che il problema non è, infatti, legato a ragioni di partito, che potrebbero avere una qualche apprezzabilità; la questione sta tutta nell’assenza di un progetto unificante in grado di assorbire i personalismi. La politica potrebbe darsi un impegno di responsabilità, ricominciando a costruire le proposte elettorali sulle idee e non sui numeri.”




































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