Calcio. DS. Bonato: “Troppi infortuni nel Cagliari ma puntiamo a playoff” Ranieri prova nuovi schemi.

Nuovo abbraccio tra Ranieri e i tifosi questa mattina ad Asseminello per l’allenamento aperto al pubblico. La seduta in vista della gara con il Benevento si è conclusa con una partita in famiglia. Il mister ha provato nuovi schemi (4-3-1-2) con Mancosu alle spalle di Lapadula e Prelec.

Il diesse Bonato si è soffermato a fine gare su calciomercato, presente e obiettivi del Cagliari. “Bisogna essere realisti e sapere che occorre puntare al miglior piazzamento possibile nei playoff, cercando di giocarci le nostre carte ogni settimana per poi vedere dove saremo alla fine della stagione regolare – ha chiarito il direttore sportivo – È un campionato molto equilibrato, prima di tutto occorre essere squadra e avere la mentalità giusta, senza fretta e con la consapevolezza di un percorso ancora lungo”.

Cammino difficile. “Questa è una rosa che può e deve ancora dimostrare tanto. Gli infortuni sicuramente ci penalizzano – ha ammesso Bonato – Ranieri non ha ancora potuto lavorare con il gruppo al completo. Contiamo di recuperare tanti elementi importanti a stretto giro, ed è importante sottolineare come le realtà che fanno giocare i giovani provenienti dal proprio settore giovanile siano pochissime oltre alle nostre: penso a Obert, Kourfalidis e Luvumbo, più Cavuoti, Griger e Delpupo”. Il futuro? “Con Ranieri – ha sottolineato – c’è un confronto costante, ogni scelta è stata frutto della sinergia tra il presidente e le varie aree della società. Grazie all’attività di scouting siamo andati su profili giovani come Travaglini (classe 2000 che rimarrà all’Olbia fino al 30 giugno), Franke e Sulev, entrambi classe 2006. Qui si lavora bene, c’è voglia di creare valore in ogni componente e i ragazzi lo sanno”.

Il mercato? “Vogliamo costruire qualcosa nel tempo, guardando al futuro. Per questo – ha spiegato – c’è stata una valutazione attenta dell’organico, concentrandoci prima di tutto sulla rosa a disposizione prima di andare a cercare nuove risorse. Il primo obiettivo era un esterno di gamba, capace di giocare a piede invertito e bravo nei cross, da qui l’innesto di Paulo Azzi. A centrocampo i recuperi di Rog e Mancosu, l’esplosione di Kourfalidis e la crescita di Makoumbou ci hanno restituito un reparto nutrito per qualità e quantità. Davanti volevamo un giovane di prospettiva e di nostra proprietà, Prelec può essere l’alter ego di Pavoletti e in grado di affiancarsi al livornese come a Lapadula, è un attaccante completo che conoscevamo già da tempo, a partire dal mister che lo aveva visto da vicino a Genova”.

Obiettivi mancati? “Volevamo un difensore dalla categoria superiore per inserire esperienza e tecnica – ha ricordayto il diesse – non è stato possibile perché, una volta trovato l’accordo con club e agenti, i calciatori hanno preferito fare altre scelte personali non compatibili con la discesa di categoria”.

 

(ANSA).

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