"Basta con le parole. Mettiamo un argine ai fiumi di chiacchiere in cui le popolazioni stanno rischiando di annegare. Servono fatti. Serve mettere nero su bianco impegni e orientamenti. Serve dire da che parte si sta" – commentano i tre portavoce del Movimento 5 Stelle, che aggiungono: "In questi anni sul tema dell'eolico i partiti hanno detto tutto e il contrario di tutto. Purtroppo non hanno fatto niente. A Roma facevano votare provvedimenti legislativi pro eolico, a Napoli fingevano di essere perplessi e ad Avellino e Benevento dichiaravano a quattro venti di essere contrari al deturpamento dell'ambiente". "Un atteggiamento schizofrenico – incalzano gli esponenti pentastellati – che cela in realtà un doppio gioco a cui il M5S si sottrae grazie ad un comportamento coerente e trasparente. Per questo, dopo aver ascoltato i territori e le istanze dei cittadini, dopo aver visto con i nostri occhi lo scempio che si sta mettendo in atto, abbiamo presentato una mozione che impegna la giunta regionale su tanti fronti. Vedremo se verrà approvata oppure no. Sapremo così da che parte stanno gli eletti dei territori". "La mozione – spiega Sibilia – sollecita l'Esecutivo De Luca ad attivarsi per la redazione e l'approvazione di un piano energetico ambientale regionale e, nel frattempo, a procedere alla sospensione delle procedure di autorizzazione degli impianti ad energia rinnovabile da fonte eolica nonché ad impegnarsi per ottenere la dichiarazione di notevole interesse pubblico per il paesaggio rurale dell'Alta Irpinia e dell'Alto Sannio. Altro impegno importante che chiediamo di sottoscrivere riguarda la necessità di vigilare sulla corresponsione delle royalties da parte delle aziende produttrici ai Comuni a titolo di risarcimento ambientale per l'installazione dei campi eolici e di regolare il sistema di certificazione di produzione da fonti rinnovabili con sospensione del rilascio di tali certificati fino al completamento di tale regolamentazione". "Infine, ma non per importanza, avvertiamo la necessità che si garantiscano vantaggi e ristori alle comunità locali che favoriscano cultura, turismo, lavoro locale, insediamento di attività produttive non arrecando danni all'ambiente e si avvii una riflessione all'interno del Consiglio regionale che porti alla richiesta di una modifica del decreto legislativo n. 387/03 che disciplina le fonti energetiche rinnovabili. Ora nessuno, neanche i sindaci che spesso hanno comportamenti ondivaghi, potrà più avere alibi. La tutela della nostra terra deve essere la priorità su tutto. I comitati, nell'incontro di Lacedonia, avevano detto, giustamente, che avrebbero giudicato dai fatti. Vedremo cosa accadrà al momento del voto" – concludono Sibilia, Malerba e Viglione.







































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