Il “grande cuore” di Giovanni Caruso ha cessato di battere dopo aver combattuto mille battaglie fatte di valori e di tanta generosità umana e professionale.
La sua vita è stata costellata di tanta passione per lo sport ed in particolare per l’atletica leggera che oggi piange uno dei suoi uomini più rappresentativi e punto di riferimento indiscutibile per centinaia di giovani che hanno vissuto esperienze indimenticabili al Campo Scuola del CONI incrociando i modi a volte rudi del “maestro” Gianni Caruso sempre però addolciti dalla sua simpatia e dalla sua reale bontà tutta beneventana che poi lo rendevano uomo buono, semplice e diretto.
Quanti bei ricordi di “Gianni” anche nelle dirette e nei servizi giornalistici di TV7, dalle gare ufficiali, agli allenamenti, dalla Strabenevento (qualche edizione del passato) al Palio del vassoio (una idea originalissima in pieno centro storico a Benevento), alle ospitate del set di SPORT 7 live in tour sulla pista del Campo CONI.
L’amico Giovanni Caruso ha dedicato tutta la sua vita allo sport e, come dicevamo, all’Atletica leggera, trascurando (come raccontava) la famiglia che alla fine lo ha sempre “perdonato” assecondando questa sua immensa passione.
Un pensiero particolare lo rivolgiamo alla moglie Marilina Cusanelli e alle figlie Rossella e Simona in questo momento di dolore e di smarrimento per la scomparsa di Giovanni Caruso che mancherà ai tanti che lo hanno conosciuto, soprattutto al mondo dello sport che resterà orfano di un grande punto di riferimento.
Ciao Gianni non ti dimenticheremo mai……..questo il saluto del direttore di TV7 Mario Del Grosso, della redazione giornalistica: Alfredo Salzano, Valeria Del Grosso, Geppino Presta, Lino Trotta, Antonio De Cristofaro, e dei tecnici: Livio Cirocco, Giuseppe Marlon Salzano e dei collaboratori tutti……

Ricordiamo anche un bellissimo articolo dello corso 23 dicembre che la FIDAL ha voluto dedicare a Giovanni Caruso:
Storie di Atletica: Giovanni Caruso, uno dei padri fondatori dell’Atletica Leggera italiana
28 Dicembre 2023
Dedicata al patron dell’Atletica Libertas Benevento
Storie di Atletica, 3a puntata, di Ilario Capanna – Il lungo viaggio alla scoperta di fatti e aneddoti di uomini, donne ed imprese legate al meraviglioso mondo dell’atletica leggera, va avanti con la terza puntata dedicata a Giovanni Caruso, l’uomo che si può serenamente annoverare tra i padri fondatori dell’Atletica Leggera campana e nazionale.
Anche questa storia, come nel più classico dei c’era una volta, parte da lontano, anzi, si può dire che parte proprio dall’inizio. Siamo nel 1946 e nell’Italia devastata dal secondo conflitto mondiale, con il Referendum Costituzionale gli italiani cercano di creare una nazione con basi solide e democratiche. E proprio nell’anno in cui l’Italia diventa una Repubblica, nella Benevento storicamente papalina, vedeva la luce Giovanni Caruso, figlio di una famiglia di onesti lavoratori della più classica delle province italiane.
Giovanni deve subito fare i conti con la durezza della vita e quando muore il padre, aiuta a portare avanti l’attività di famiglia. Sul finire degli anni ’50 scatta il suo primo innamoramento, quello con l’Atletica Leggera grazie al Maestro Eddy Mucci della gloriosa Fiamma Sannita, al quale ne seguirà un secondo, quello con Marilina Cisanelli. Dal primo nasce la Libertas Atletica Benevento, dal secondo due splendide figlie, Rossella e Simona. Entrambi gli innamoramenti saranno destinati a durare per tutta la vita!
Ma andiamo con ordine. Di tutte le discipline dell’Atletica, Giovanni si appassiona alla marcia, e non è affatto un caso…, dove riesce ad ottenere ottimi risultati, rivelandosi una promessa a livello nazionale.
Cosi, mentre continua a marciare in lungo ed in largo per la penisola italiana, Giovanni si rende conto che la sua carriera di atleta è destinata ad incrociarsi con quella di tecnico.
Uno dei tanti eventi targati Caruso
De resto è noto a tutti che le passioni troppo forti non possono esaudirsi a livello individuale ma devono trovare una condivisione urbi et orbi.
Nel contempo, Giovanni studia fino a conseguire il diploma di perito tecnico industriale che gli consente, con la qualifica di tecnico specialista, di diventare dipendente delle Poste Italiane e mettere su basi solide, famiglia e passione.
Giovanni impara il mestiere sul campo, affiancandosi al Professore Mucci fino a quando, sentitosi pronto, decide di mettersi in proprio.
Negli anni 70 l’Italia vive una delle fasi più tumultuose della sua storia. Il conflitto sociale tocca livelli inauditi e dopo l’epico Italia-Germania 4 a 3, sembra non esserci spazio per lo sport ed i suoi valori aggreganti. Ma per uno nato nel 1946 la deriva rivoluzionaria ha uno scarso appeal. Giovanni ha sangue e sport nelle vene, e con i suoi risparmi, fonda la Libertas Atletica Benevento, società sportiva destinata ad entrare e rimanere nell’Atletica che conta per diversi decenni.
Con dedizione e pazienza, Giovanni trasforma una società di provincia in una vera e propria corazzata capace di sfidare i ricchi sodalizi sportivi del nord Italia. Cosi, col passare del tempo e la pazienza di un marciatore abituato ad andare lontano, la società sannita partecipa per tantissimi anni ai campionati di serie A e riesce a portare in Campania diversi titoli nazionali conquistati sulle pista e sui prati del bel Paese. Ma per rendere tutto perfetto c’è bisogno del sogno azzurro, ed anche sotto questo aspetto, Giovanni si attrezza. Nel giro di pochi anni riesce anche nell’impresa di far indossare a tanti suoi atleti la canotta azzurra della Nazionale Italiana di Atletica Leggera.
Basta citare un nome su tutti: il marciatore Teodorico Caporaso. Straordinario atleta che ha partecipando a ben due edizioni dei Giochi Olimpici a Pechino e Rio de Janeiro.
Caruso con il Presidente Fidal Campania Bruno Fabozzi
Come società, il risultato più prestigioso rimane il terzo posto nella serie A Argento con conseguente promozione in A Oro.
Oltre ad essere il massimo dirigente dello storico team di Benevento, Giovanni è stato consigliere regionale della FIDAL Campania fino ad arrivare ad esserne Vice Presidente ed è stato per un quadriennio consigliere nazionale, prendendo parte come dirigente alle varie spedizioni delle nazionali all’estero.
Nonostante gli impegni, non ha mai abbandonato il campo e quelle meravigliose sensazioni che solo lo sport all’aria aperta riesce a dare. E’ tecnico nazionale da oltre trenta anni, e continua quotidianamente a coltivare la passione per l’insegnamento dell’Atletica e dei suoi valori.
Resta epica la frase che spesso si lascia scappare con i suoi allievi durante le sessioni di allenamento: “ facimmo ambressa non perdimmo tiempo”.
Già, il tempo. Per chi come Giovanni, che lo ha arricchito e riempito di sogni e di emozioni vissute intensamente, non è mai abbastanza. Il tempo è prezioso, come preziose sono tante sue intuizioni nate e sviluppatesi intorno alla Libertas, come le molteplici edizioni dei “Salti in piazza” a Benevento, con la partecipazione di atleti di assoluto valore nazionale; la festa dell’Atletica con la partecipazione di personaggi di spessore nazionale e internazionale e cosi via.
Insomma, Giovanni Caruso vive nel mondo dell’atletica da più di sessanta anni ma ormai è come se il mondo dell’atletica vivesse in Giovanni.
Oggi come ieri, il suo rapporto con gli atleti resta molto profondo, sia dal punto di vista umano che professionale. Detesta la superficialità ed ha, da sempre, un buon rapporto con i tecnici e dirigenti. La sua generosità l’ha portato ad essere un punto di riferimento per i suoi amici e per tutte le persone che attraversano momenti di difficoltà.
A 77 anni, la passione per l’atletica arde intensamente come il primo giorno, ed ha ancora voglia di progettare e di guardare avanti. L’obiettivo è la ristrutturazione del campo CONI di Benevento, che ha avuto in gestione per oltre trenta anni e che resta fondamentale per proseguire il sogno della Libertas e dei tanti giovani che praticano atletica leggera.
In tutti questi anni, Giovanni Caruso si è speso ed ha speso tantissimo per l’atletica, garantendo l’accesso alla pratica delle discipline in forma gratuita per società e scuole del territorio.
La legenda narra che le sue capacità motivazionali siano tali da trasformare chiunque in un campione.
Oggi Giovanni, nonostante i suoi problemi fisici, dirige l’allenamento seduto all’ingresso del campo, mentre nelle fredde giornate invernali illustra segue e programmi direttamente dalla sua auto, a dimostrazione che la passione viscerale per l’atletica non conosce ostacoli.
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