Oggi circa 600 studenti sono scesi in piazza urlando a gran voce il proprio dissenso verso il governo Renzi e le sue riforme.
Abbiamo detto di NO alle politiche di austerity, alla riforma della Buona Scuola che ormai a 2 anni dalla sua approvazione mostra gli effetti nefasti che incidono sulla componente scolastica. Non pochi sono gli esempi di repressione delle presidi manager che credono che gli istituti scolastici siano di loro proprietà e per questo motivo si assumono la libertà di chiudere gli stessi negando il diritto allo studio anche a studenti che sono nell’età dell’obbligatorietà scolastica. Esempi di dittatura lampante nei confronti di chi liberamente decide di prendere parola ed esprimere un pensiero addirittura si minaccia di sospensione a chi esercita un proprio diritto sancito dalla costituzione quale protestare. Contro questo modello di soprusi, di “cattiva” scuola, che limita il sapere a nozioni e formulette con le quali approcciarsi alla vita reale ci opponiamo fermamente da ormai due anni. L’alternanza scuola-lavoro, regolamentata da accordi con multinazionali quali il McDonald’s ,è il perno principale da scardinare; non possiamo certo lavorare in maniera gratuita preparando panini con la scusa di imparare a relazionarci con gli altri. Vediamo esempi di studenti che sono costretti a trasportare carichi pesanti all’interno delle fabbriche, delle officine meccaniche o dei ristoranti. A tutto questo si aggiunge il taglio dei fondi all’edilizia scolastica; viviamo in strutture dalle quali molto spesso cadono calcinacci, o presentano danni strutturali evidenti e per questo motivo siamo scesi in piazza per chiedere prevenzione per fare in modo che venga attuato un piano di prevenzione reale che non si limiti ad interventi di ordinaria amministrazione. A poco a poco vediamo sgretolarsi i nostri diritti : diritto all’abitare, distrutto dal Piano Casa; diritto al lavoro, smembrato dal Jobs Act; diritto alla vita, leso dalla precarietà, dallo Sblocca Italia. Noi diciamo NO a questa beffa, ma non ci limitiamo ad un NO alle urne il 4 dicembre, bensì lo rendiamo un NO SOCIALE, portando le nostre motivazioni, per le quali ci attiviamo quotidianamente, in piazza. Forti di ciò, al termine dalla manifestazione in maniera spontanea ci siamo diretti alla sede del PD per posizionare un NO costruito con dei cartoni perchè sia chiaro che non ci fermiamo , ma continueremo a lottare contro un sistema sociale che tende sempre di più al fascismo ed all’involuzione costruendo pratiche di lotta quotidiana e di solidarietà tra pari. Domani si concluderà la tre giorni di mobilitazione in un presidio a Confindustria che rappresenta per noi ragazzi l’emblema ed il fulcro dell’alternanza scuola-lavoro.













































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