Benevento ricorda la Shoah, domani spettacolo di Enzo Moscato Seguirà un dibattito con lo stesso Moscato e Titti Marone

Nella giornata di domani 27 gennaio presso Palazzo Paolo V dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 porte aperte per visitare la mostra del maestro Georges de Canino “Non c’è futuro senza Memoria”. Sempre a Palazzo Paolo V e con gli stessi orari della mostra, sarà proiettato il cortometraggio “Il nostro Giardino dei Giusti” prodotto dal Comune di Benevento e realizzato da Gianpaolo De Siena.Inoltre, presso la Biblioteca Provinciale (ore 10/13 – 16/20) il pubblico potrà ripercorrere la triste vicenda dei bombardamenti a Benevento, attraverso le fotografie, le immagini e le testimonianze delle due mostre: “Benevento 1943…Racconto di una tragedia”a cura di Ernesto Pietrantonio e “Bombardamenti a Benevento – testimonianze“a cura di Enzo Gravina ed Ettore Melisce.Per quanto riguarda le iniziative degli istituti scolastici coinvolti nella Settimana della memoria, sempre nella mattinata di sabato 27 gennaio alle ore 10, presso la Sala Convegni dell’Istituto Tecnico Commerciale “Rampone” sarà presentato il video “Per non dimenticare” con la regia di Linda Ocone. E ancora, presso la Galleria Bosco, dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 l’Istituto Tecnico Commerciale “Rampone”presenterà iniziative multimediali che avranno per titoli “Shoah e memoria”e “Al di là della storia”.Ma il pezzo forte della giornata è rappresentato dall’appuntamento presso il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele alle ore 20.30 con lo spettacolo di Enzo Moscato dal titolo Kinder-Traum Seminar (“Seminario sui sogni dei bambini”- o anche “Seminario sui bambini in sogno-; la giusta interpretazione del titolo tedesco è volutamente lasciata nell’ambiguo, così come ambigua è lasciata da Jung, a cui il titolo dello spettacolo è “rubato”). Si tratta di una raccolta di voci differenti (Janusz Korezak, Tadeusz Kantor, Etty Hillesum, Primo Levi, Elie Diesel, Gitta Sereny, Tzvetan Todorov, Mary Berg, Bruno Bettelheim, Robert Antelme, Edith Stein, Paul Celan, Marina Cvetaeva) catturate all’interno della più devastante tragedia collettiva di cui la storia dell’umanità possa ammantarsi: l’Olocausto. Dallo sterminio di razze ed oppositori politici alla folle instaurazione del regime nazista, prima in Germania e poi in gran parte dell’Europa, verso circa la metà del secolo appena trascorso.Ma non è una rielaborazione storico-cronologica di quegli avvenimenti, né potrebbe esserlo, visto che il luogo prescelto per la rivivificazione mnemonica-emotiva degli stessi non è un libro né una filmica trascrizione documentaristica (come ha fatto Spielberg per gli ultimi testimoni ancora in vita) di quella mattanza, bensì il Teatro, sede per eccellenza non dei domini dei fatti o del reale, ma del simbolico e dell’immaginario, e, infatti, simbolica, immaginaria, evocativa, elusiva, ellittica- stiamo citando, come si vede, tutte le possibili forme in cui si da il Poetico- è la dimensione, scenica e di scrittura, in cui l’autore-interprete-regista della rappresentazione, vuole calare quelle truci vicende, sulla scia, del resto, di quanto ha già fatto, lavorando sulla storia in altre performance (“Rasoi”, “Luparella”, “Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico”), non affinché, così, la storia e i suoi tristi strascichi concreti ne risultino sviliti, evasi, negati o cancellati, ma, anzi, al contrario, per rafforzarne maggiormente – e in modo non banalmente contingente ma in senso trans-temporale e trans-soggettivo- l’ineliminabile incidenza nella nostra vita quotidiana.Dopo lo spettacolo ci sarà un dibattito sul tema della Shoah. Saranno presenti Enzo Moscato, drammaturgo, Titti Marrone giornalista e scrittrice, Enza Nunziato, giornalista. Il contributo minimo per assistere allo spettacolo è di 5,00 €. Il ricavato sarà devoluto all’Unicef a sostegno della campagna globale “Uniti per i bambini, uniti per l’AIDS”. La biglietteria sarà aperta, al Teatro Comunale, dalle ore 10 alle 13.

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