CONSIGLIO DI STATO RESPINGE GLI APPELLI PER OMESSA STABILIZZAZIONE DI DUE PSICOLOGHE CONTRO L’A.O. SAN PIO

Si è conclusa con due sentenza del Consiglio di Stato la vicenda che ha interessato due psicologhe F.S. e P.I. che ricordiamo, lamentavano la omessa stabilizzazione presso l’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento nonché l’esclusione, successivamente alle prove preselettive, dal Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 1 posto di Dirigente Psicologo disciplina Psicoterapia”, bandito dalla Amministrazione Pubblica.

Il Consiglio di Stato ha, difatti, rigettato ambedue gli appelli proposti.

Il ricorso è stato dichiarato, in conformità con le decisioni adottate in primo grado dal T.A.R. Campania- Napoli, irricevibile poiché proposto in violazione dell’articolo 42, comma 2, c.p.a..

E’ stato richiamato il principio, invocato dal difensore dell’AO San Pio in questo giudizio, Avv.to Paola Porcelli,  secondo cui  laddove nel bando siano introdotte regole che escludono la possibilità di partecipare alla procedura concorsuale a coloro che non possiedano determinati requisiti, le disposizioni del bando contestate, attesa la loro natura escludente, determinano una lesione immediata, attuale e diretta alla sfera giuridico-soggettiva del candidato, sicché il ricorrente che intenda contestarle, ha l’onere di immediata impugnativa, senza attendere il provvedimento di rigetto o di esclusione.

Il Consiglio di Stato ha, inoltre, accolto integralmente le tesi difensive dell’Azienda anche con riferimento alla correttezza della determinazione pubblica di non avvalersi della procedura di stabilizzazione ma di ricorrere ad un pubblico concorso aperto a tutti, qualificandola come “frutto di scelta discrezionale e, dunque, non sindacabile se non per profili di evidente illegittimità”.

Le appellanti sono state condannate alla refusione delle spese di lite, non soltanto nei confronti dell’Azienda Ospedaliera, ma anche in favore dei controinteressati rappresentati, rispettivamente, dagli avv.to Orazio Abbamonte unitamente all’avv. Guido Ciccarelli nonché dall’avv.to Alberto Saggiomo.

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