Decadenza bis del presidente Asea avviso di chiusura indagini per Ricci

Avviso di conclusioni delle indagini per Claudio Ricci, ex presidente della Provincia. L’ipotesi di reato è l’abuso di ufficio. La richiesta di conclusione delle indagini, come riporta il quotidiano IL MATTINO di oggi, è stata formulata dal sostituto procuratore della Repubblica Francesca Saccone. Secondo l’accusa Claudio Ricci, in qualità di presidente della Rocca dei Rettori, in violazione del principio del buon andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione, decretava la nuova decadenza di Alfredo Cataudo dalla carica di presidente del consiglio di am- ministrazione dell’azienda speciale Asea – con un provvedi- mento dell’11 gennaio del 2107 – «per finalità estranee al perseguimento di un fine pubblico e procurandogli così un danno in- giusto». Questo decreto – ricorda il magistrato nella richiesta di conclusione delle indagini  veniva adottato il giorno antecedente la camera di consiglio presso il Tar Campania, su un ri- corso presentato da Cataudo contro l’Amministrazione Provinciale, e contro colui che era stato nominato al suo posto.

Per decidere la decadenza bis di Cataudo, il provvedimento adottato da Ricci si basava «su false interpretazioni di alcune delibere della società Asea», in particolare per ciò che riguarda i poteri, la composizione e la durata degli incarichi del consiglio di amministrazione.

Il decreto presidenziale dell’11 gennaio del 2107, poi veniva annullato dal Tar perché ritenuto illegittimo. A questo punto – scrive IL MATTINO – Ricci ha venti giorni di tempo, dalla data di notifica della richiesta di conclusione delle indagini, per presentare memorie, chiedere al Pm atti di indagine, produrre documenti, o chiedere di essere interrogato. L’ex presidente della Provincia è difeso dall’avvocato Emanuele De Lucia.

Per questo assetto del vertice dell’azienda Asea, è in corso un procedimento penale, sempre per il reato di abuso di ufficio che vede imputato il segretario dell’Amministrazione provin- ciale, Franco Nardone. Secondo l’accusa, il segretario generale avrebbe violato l’articolo 29 del- la legge 69 che dispone l’inapplicabilità delle norme sulla incompatibilità – introdotte da un successivo decreto – agli incari- chi legittimamente conferiti prima dell’entrata in vigore del de- creto legislativo.

Inoltre, il magistrato ha anche ravvisato nel comportamento del segretario generale la viola- zione di norme che disciplinano il procedimento di accertamento delle cause di incompatibilità e di inconferibilità degli incarichi pubblici, oltre al principio del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione. Il procedimento è in corso davanti alla sezione penale.

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