Il rappresentante della società, di 46 anni, è stato deferito all’autorità giudiziaria beneventana per la violazione degli articoli degli artt. 4 (dichiarazione infedele) e 5 (omessa dichiarazione) del decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 concernente i reati in materia di imposte.Sussistendone i presupposti è stata richiesta l’adozione di provvedimenti ablatori previsti dall’art. 1, comma 143 della legge 244/2007 (finanziaria 2008). Tale norma ha infatti sancito la possibilità della confisca e del sequestro preventivo “per equivalente” (disciplinato dall’art.322ter del codice penale) qualora non sia possibile individuare i beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. In tal caso infatti il Giudice può disporre il sequestro – e successivamente la confisca – di altri beni o utilità di cui il reo abbia la disponibilità anche per interposta persona, per un valore corrispondente. Aderendo alle ipotesi investigative la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Benevento – con lo scopo di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’evasione fiscale – il sequestro preventivo di tre immobili ed un terreno intestati e/o riconducibili all’amministratore indagato ed alla società verificata. Tale provvedimento è propedeutico alla confisca per equivalente fino alla concorrenza dell’importo relativo alle imposte evase.La conclusione delle attività investigative conferma la sempre maggior attenzione da parte del Corpo e delle autorità inquirenti nel contrastare l’evasione e l’elusione fiscale condotta anche con l’aggressione ed apprensione dei beni e dei patrimoni illecitamente accumulati.




































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