Ematologo Rambaldi: “Diagnosi molecolari e cure mirate migliorano la prognosi dei tumori del sangue”

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) – “Le malattie del sangue, in particolare quelle neoplastiche, stanno vivendo una fase di grandi progressi e miglioramenti. Un cambiamento che passa innanzitutto attraverso l’innovazione nella diagnosi”. Così Alessandro Rambaldi, professore di Ematologia, direttore scientifico Fondazione per la ricerca-From, ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, intervenuto a Roma alla conferenza ‘Ricerca e cura in ematologia: l’impegno di Ail tra presente e futuro’, in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. “Oggi siamo in grado di definire con molta più precisione la diagnosi di ogni paziente e di comprenderne l’eterogeneità biologica grazie agli strumenti della biologia molecolare. Questo ci permette di identificare in maniera più accurata le cause delle malattie e di scegliere trattamenti innovativi che non si basano più esclusivamente sulla chemioterapia”, ha spiegato Rambaldi.

Secondo l’ematologo, “i benefici sono particolarmente evidenti nei pazienti più anziani. Per molte patologie, tra cui la leucemia mieloide acuta che colpisce soprattutto persone sopra i 60 anni, disponiamo oggi di farmaci mirati molto efficaci e meno tossici. Questo ha determinato un significativo miglioramento della prognosi e della qualità delle cure”.

Rambaldi ha inoltre sottolineato il ruolo della comunicazione e del coinvolgimento dei pazienti. “C’è sempre bisogno di una comunicazione chiara, comprensibile e coinvolgente. La comunità ematologica italiana ha beneficiato enormemente del sostegno dei pazienti e delle loro famiglie, che hanno contribuito non solo alla ricerca, ma anche allo sviluppo di attività di supporto e accoglienza. Strutture e servizi dedicati hanno consentito a molti malati di affrontare il percorso terapeutico con una migliore qualità di vita”.

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