Emergenza 118 – Stato di disorganizzazione e incertezza: richiesta incontro urgente

La Fp Cgil, alla luce del crescente dibattito politico riportato dalla stampa locale sul tema delle ambulanze, ritiene indispensabile portare all’attenzione delle autorità competenti una serie di criticità strutturali che interessano l’intero servizio di Trasporto in Emergenza 118.

Pur accogliendo positivamente il recente rinnovo del parco mezzi – con 12 ambulanze nuove attualmente non operative a causa di ritardi burocratici legati all’intestazione, alla concessione e all’autorizzazione sanitaria – il vero nodo resta la condizione di forte disorganizzazione in cui versa il personale dipendente delle aziende che compongono l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS).

La situazione si è ulteriormente aggravata dopo le dimissioni spontanee del Direttore dell’ATS, che hanno lasciato un vuoto gestionale e determinato una sostanziale assenza di coordinamento. Le aziende agiscono ora in modo autonomo, ciascuna secondo proprie risorse e modalità organizzative, in assenza di linee guida comuni e di un’efficace governance centralizzata.

A ciò si aggiunge l’assenza del consulente unico previsto da ASL e la cessazione dell’attività dell’intero gruppo di consulenti precedentemente incaricati, con pesanti ricadute sulla gestione contrattuale e retributiva dei lavoratori:

  • Disparità nei cedolini paga tra dipendenti appartenenti a diverse aziende della stessa ATS;

  • Ritardi nell’erogazione delle ore di straordinario;

  • Organizzazione carente del lavoro ordinario;

  • Mancata applicazione uniforme del contratto collettivo.

Tutto ciò genera un clima di profondo malessere tra i lavoratori e rischia di compromettere seriamente la qualità del servizio reso alla cittadinanza.

Alla luce di queste criticità urgenti e non più procrastinabili, la Fp Cgil richiede con la massima urgenza un incontro tra le parti coinvolte, affinché si possano ristabilire chiarezza, uniformità gestionale e rispetto dei diritti contrattuali, evitando che ancora una volta le ricadute di scelte sbagliate o assenti finiscano per pesare su chi lavora in prima linea e garantisce quotidianamente il diritto alla salute.

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