Ennesimo episodio di violenza presso il Reparto femminile della Casa Circondariale di Benevento

Segnali percepiti nei giorni precedenti da parte del personale addetto alla Vigilanza ed Osservazione delle detenute avevano fatto presagire che qualcosa sarebbe potuto accadere, tant’è che nella mattinata era stata data disposizione affinché non si procedesse alla consueta apertura giornaliera delle stanze detentive, ma l’Autorità Dirigente, unitamente al Comandante del Reparto, avrebbe incontrato le detenute al fine di comprendere le problematiche esistenti e prevenire esiti infausti.Nonostante ciò cinque detenute, approfittando dell’unico momento di aggregazione per l’’incontro con il Direttore presso la Sala socialità, non esitavano a mettere in atto una vera e propria rissa che veniva sedata solo grazie al deciso e risolutivo intervento del Comandante del Reparto presente sul luogo per il programmato incontro e dell’Assistente Capo addetta alla Vigilanza ed Osservazione della Sezione.A rendere ancor più grave l’episodio la resistenza attiva messa in atto dalle detenute protagoniste della rissa nei confronti dell’Assistente Capo intervenuta per sedare la lite, tant’è che la stessa è stata, poi, accompagnata presso il nosocomio cittadino avendo riportato lesioni per l’aggressione subita.Episodi di questo genere, che mettono in serio pericolo l’incolumità degli operatori e che evidenziano l’intolleranza dei detenuti alle regole penitenziarie, anche al cospetto di figure apicali quali il Comandante del Reparto confermano che forse qualcosa non funziona.Il SiNAPPe esprime piena e completa solidarietà alla collega coinvolta dall’aggressione, ponendo però una forte critica al regime di sorveglianza dinamica che, nonostante le previsioni, è divenuto un sistema che apre le celle per tutto il giorno e lascia che i detenuti, indistintamente, stiano insieme per tutto il giorno a non fare nulla. Un sistema che non fa altro che fomentare la formazione di fazioni che si contrappongono e che si dichiarano guerra, anche per ragioni spesso futili, ma che finiscono col creare tensioni e condizioni lavorative inaccettabili. Ne è dimostrazione il fatto che gli episodi di aggressione verso i nostri colleghi sono all’ordine del giorno e le intemperanze dei detenuti sono diventati insopportabili per i poliziotti che vi operano.E da tempo che il Si.N.A.P.Pe chiede una rivisitazione dei livelli minimi di sicurezza per il personale impegnato in prima linea, stanco di subire continue aggressioni.La Segreteria Si.N.A.P.Pe

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