Il 30 marzo del 2015 un laboratorio di analisi privato rilasciava alla società Ristorò i risultati degli esami effettuati tra il 16 e il 17 marzo dai quali risultava la presenza di fibre di amianto disperse nel piazzale dinanzi al centro di cottura dove vengono preparati i cibi per i bambini delle scuole materne ed elementari della città. Quindi appare evidente che la copertura di quel capannone è costituita da cemento-amianto che non è in buone condizioni al punto da rilasciare nell’ambiente circostante le fibre del pericoloso minerale.
Il 22 luglio del 2015 la ASL che probabilmente non conosceva i risultati dei suddetti esami, sollecitava il Comando di Polizia Municipale ad acquisire ed inviare la relazione tecnica sulle caratteristiche costruttive per escludere la presenza di amianto nella copertura precisando che tale documentazione avrebbe potuto incidere sul rilascio della certificato di agibilità.
Risulta a questa associazione che in data 10 dicembre cioè il giorno dopo inizio del servizio di mensa scolastica affidato alla cooperativa sociale Quadrelle 2001 che prepara i pasti in quello stesso centro di cottura tuttora di proprietà della Ristorò, il Comando di Polizia Municipale ha inviato al SUAP e quindi alla Asl, in risposta alla nota di luglio, solo i risultati delle analisi effettuate dal laboratorio privato senza la perizia asseverata chiesta già a gennaio 2015 dall’ARPAC.
Qualche giorno dopo il 28 dicembre il Dirigente del Settore Servizi al Cittadino, Giuseppe Moschella, ha rilasciato la SCIA sanitaria attestando di aver ricevuto tutti i documenti necessari.
Lo scorso 18 gennaio, a seguito delle note a mezzo stampa con le quale la scrivente Associazione ha chiesto che finalmente si facesse chiarezza sulla presenza di fibre di amianto sul centro di cottura, la ASL ha comunicato al Comune di Benevento che la SCIA alimentare non è stata ancora rilasciata alla cooperativa Quadrelle 2001 perché manca, tra l’altro, la perizia necessaria ad escludere la presenza di amianto dal tetto delle cucine della mensa.
Tanto premesso e ricordato, si chiede espressamente di sapere con quale giustificazione l’amministrazione consente la preparazione dei pasti per i bambini che utilizzano il servizio di mensa scolastica, nei locali privi delle necessarie autorizzazioni sanitarie ed interessati dalla presenza di fibre di amianto di proprietà della società Ristorò, oggi in uso alla cooperativa Quadrelle 2001.
Il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona
Comunicato stampa del 7 gennaio 2016
Il comandante-dirigente Giuseppe Moschella, finalmente non si occupa più della mensa scolastica. Altrabenevento chiede un incontro urgente al nuovo Dirigente del Settore Servizi al Cittadino, per sapere, soprattutto, perché il Comune non si è costituito in giudizio contro la cooperativa Quadrelle 2001, convinta di vincere il ricorso al TAR e aggiudicarsi il servizio per cinque anni.
Questa mattina Altrabenevento ha chiesto al Dirigente del Settore Servizi al Cittadino, Angelo Mancini, che dal 30 dicembre ha sostituito in questa funzione il dirigente-comandante Giuseppe Moschella, un incontro urgente per discutere delle questioni tuttora irrisolte relative al servizio di mensa scolastica. La Commissione mensa non è stata ancora istituita, la carta dei Servizi per stabilire esattamente il sistema dei Controlli, non è stata approvata, il personale ex Ristorò assunto dalla Quadrelle 2001 non ha ancora firmato alcun contratto.
Ad oggi diversi genitori pur avendo richiesto la mensa per i propri figli, preferiscono far mangiare ai bambini panini o pasti portati da casa in attesa che siano definitivamente chiariti i termini del servizio e il prezzo definitivo.
Ad ottobre scorso, a seguito di “gara europea”, l’appalto era stato affidato alle ditte G.L.M. di Castellammare di Stabia e Global Service di Atripalda ma per motivi che ancora rimangono inspiegati, quella gara è stata annullata o dichiarata deserta, a seguito di ricorso presentato dalla cooperativa Quadrelle 2001di Quindici provincia di Avellino.
Poi, dopo una “gara negoziata” il servizio è stato affidato temporaneamente proprio alla ditta Quadrelle 2001 per il prezzo di € 2,89 per ogni pasto rispetto al prezzo di gara fissato in € 4,30.
Nella nota di Altrabenevento inviata questa mattina a Mancini, si ricorda che finora non è stato possibile sapere se l'amministrazione comunale ha effettuato la valutazione sulla congruità o anomalia di tale prezzo. La ditta però, sostiene pubblicamente di aver offerto il pasto ad un prezzo certamente "promozionale" perchè è convinta di vincere il giudizio al TAR e quindi di aggiudicarsi il servizio a € 4,79 per la durata di cinque anni.
E’ facile immaginare, che saranno diverse le liti giudiziarie relative a questi affidamenti tra le ditte concorrenti com’è accaduto ad Acerra con conseguente sospensione o blocco del servizio.
Secondo indiscrezioni comparse sulla stampa, l’udienza dinanzi al TAR sarebbe stata fissata per il prossimo 13 gennaio, ma, ad Altrabenevento risulta che l’amministrazione guidata da Fausto Pepe, si sarebbe già costituita in giudizio contro la G.L.M. ma non contro la Quadrelle 2001.
Se tale clamorosa notizia dovesse risultare vera, sarebbe spiegata la estrema sicurezza mostrata dalla cooperativa avellinese, in affari con la Ristorò, di vincere il ricorso ed aggiudicarsi il servizio per cinque anni.
Per altrabenevento- Gabriele Corona







































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