La Fiom-Cgil Benevento è fortemente preoccupata relativamente alla vicenda che vede
coinvolti i lavoratori della società ASEA, società che si occupa delle attività di gestione e
monitoraggio della diga di Campolattaro.
La società è stata chiamata in causa da un gruppo di lavoratori somministrati, i quali si
occupavano di ispezioni e che dopo anni di prestazioni effettuate recriminavano la
stabilizzazione della loro posizione lavorativa, ricorrendo alle vie legali, in quanto il
rapporto di lavoro in somministrazione mascherava un a tutti gli effetti un rapporto di
lavoro subordinato.
Ad oggi la controversia è arrivata ad un punto di non ritorno, in quanto le vicende legali
sono giunte ad una sentenza del Tribunale che ha riconosciuto le istanze proposte dai
lavoratori e condanna la società ASEA a pagare un risarcimento economico a gli stessi.
La Fiom-Cgil Benevento, tiene a precisare che la società in questione, rientra nella
gestione dell’ Ente Provincia, la quale fin ora non si è mai preoccupata di risolvere le
problematiche in essere, sia nelle attività di ordinaria gestione che in quelle di
commissariamento della stessa, inoltre precisiamo che la vertenza dei somministrati si
protrae da oltre otto anni.
L’ Azienda non dando esecuzione alle sentenze, è arrivata a farsi bloccare i conti correnti,
è latitante e manifesta tutto il suo menefreghismo nei riguardi delle istituzioni in primis e
dei lavoratori poi, ma fa di più non pagando gli stipendi a i propri dipendenti perché i conti
correnti sono stati bloccati, scaricandosi di ogni responsabilità.
Per tanto la Fiom-Cgil insieme a i suoi iscritti dichiara lo stato di agitazione, riservandosi di
mettere in campo azioni di protesta atte ad indurre i soggetti coinvolti, nello specifico il
nuovo Presidente del CDA della società, appena insediatosi, il dott. Giovanni
Mastrocinque ed il Direttore Generale della Provincia nonché Commissario Straordinario
della gestione ASEA, il dott. Luigi Boccalone a farsi carico di quanto detto e determinare
una soluzione a questa vicenda, è impensabile immaginare di lasciare i lavoratori e le
proprie famiglie senza reddito, visto il momento di estrema difficoltà sociale dovuta anche
all’ emergenza pandemica.




































ARTICOLI CORRELATI