«Ho un tumore, credo nella preghiera. Oggi attribuisco un valore diverso al tempo»: l’intervista a Clemente Mastella del Corriere del Mezzogiorno

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha rivelato di essere malato di tumore, spiegando di aver intuito da tempo che qualcosa non andava, ma di aver ricevuto la diagnosi soltanto di recente.

«Quando l’ho saputo mi è mancato il fiato», racconta. Nonostante la gravità della situazione, afferma di non avere paura, ma di affidarsi alla fede: «Credo nel potere della preghiera. Per questo ho chiesto a tutti di pregare per me».

La decisione di parlare pubblicamente della malattia è arrivata durante la celebrazione della festa della Madonna delle Grazie. Le parole dell’arcivescovo Michele Autuoro dedicate ai malati lo hanno profondamente colpito e, prendendo la parola come sindaco, ha dichiarato davanti ai fedeli: «Anch’io sono malato e spero di farcela».

Mastella, racconta al Corriere del Mezzogiorno, di aver ricevuto un grande affetto dai cittadini. Abituato a essere lui il punto di riferimento per chi chiedeva aiuto, questa volta si è trovato a ricevere conforto da tante persone che gli hanno stretto la mano e gli hanno ricordato la sua forza.

Parlando della malattia, spiega anche la difficoltà delle scelte terapeutiche. Pur avendo consultato numerosi medici, sottolinea che dovrà essere lui a decidere se sottoporsi a un intervento chirurgico oppure proseguire con la terapia. «La medicina non è una scienza esatta», osserva, aggiungendo che nella vita arriva un momento in cui la sola razionalità non basta.

La fede resta un punto di riferimento importante, ma ancora più forte è il legame con la famiglia. Guardando la moglie Sandra, i figli e i nipoti, dice di sentire un attaccamento alla vita ancora più intenso.

Ripercorrendo i suoi cinquant’anni di carriera politica, Mastella ricorda con emozione i messaggi di vicinanza ricevuti anche da avversari storici, tra cui Michele Santoro e Marco Travaglio. Per lui, questo dimostra che la politica non dovrebbe mai cancellare i rapporti umani né trasformare l’avversario in un nemico.

L’intervista si chiude con una riflessione sul valore del tempo: la malattia gli ha insegnato che «la politica non può più perdere tempo», ma anche che «la politica non è tutto».

Nell’intervista al Corriere del Mezzogiorno del 3 luglio, Mastella non specifica quale tipo di tumore abbia né il suo stadio, limitandosi a spiegare che è ancora in corso la valutazione del percorso terapeutico più adatto.

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