Vergogna,scrivono gli aleatici di Palazzo Mosti.In tal modo si sono rivoltati nei loro confronti, con un pubblico manifesto, i gruppi consiliari del centrosinistra di Benevento, per questioni che, peraltro, erano state sollevate da politici espressione delle istanze della città di Latina e che avevano il solo torto di far parte del gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale. L’iniziativa di insediare in città la Scuola di formazione per magistrati era sicuramente un fatto positivo. Il gruppo di AN si erava posto il problema della bontà delle procedure che avevano portato alla sottoscrizione del decreto, firmato dal ministro Mastella, che avrebbe privilegiato Benevento in luogo di Catanzaro.Dal giorno in cui si è tenuta la conferenza stampa a Benevento del ministro della Giustizia, alla quale aveva partecipato il sindaco Pepe, si è assistito a un movimento continuo e costantemente crescente di risentita protesta che ha avuto come ispiratore il deputato ulivista Amendola, sottoscrittore di una furente interrogazione parlamentare al ministro Mastella. Da allora la protesta è dilagata fino a coinvolgere tutti i rappresentanti istituzionali di Catanzaro (tutti di chiara fede di centrosinistra), nonché i sottosegretari Franceschini e Letta, destinatari dell’ira dell’intera classe politica e sociale calabrese e costretti poi a farsi intermediari per un incontro risolutivo con il presidente del Consiglio dei ministri, Prodi. In prima linea, in questo comitato di rivoltosi, vi sono i rappresentanti dell’Udeur che siedono nel consiglio comunale di Catanzaro, culminto con un ricorso al Tar del Lazio. Il gruppo di Alleanza nazionale, coerentemente, continua a ritenere che la Scuola a Benevento sia un fatto positivo. Affinché ciò si verifichi, avvertono la necessità di capire e conoscere con quali strumenti e con quali idee l’intera coalizione Pepe intende difenderne l’arrivo in città. Al Tar occorre portare atti concreti, non ipotetici scenari o cose che appartengono al futuro, nel solco delle abitudini del sindaco. La politica dell’Unione, in ogni caso, ha già fallito. Se il Tar accoglie le istanze della Catanzaro di centrosinistra, vuol dire che il ministro Mastella ha posto in essere atti censurabili, anche perchè il centrosinistra di Benevento non è stato in grado di supportarlo.Di contro, il rigetto delle istanze calabresi farebbe solo emergere la natura dei rapporti all’interno del centrosinistra, con particolare riferimento ai gruppi Udeur territorialmente contrapposti.Il gruppo di AN restituisce, nuovamente, al mittente la vergogna, affinchè venga equamente divisa all’interno del centrosinistra,




































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