I giovani diffidano la violenza, presentato il progetto Illustrata stamani l’iniziativa di sensibilizzazione rivolta ai ragazzi

Il progetto prevede cicli periodici di seminari, convegni e momenti di approfondimento nelle scuole per contrastare i fenomeni della violenza nelle manifestazioni sportive. “E’ una iniziativa rivolta ai giovani del nostro territorio – ha spiegato l’assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Raffaele Del Vecchio, nel corso del suo intervento introduttivo –che abbiamo voluto confermare, rinnovandola e rielaborandola in virtù dei valori veicolati e della sua forte valenza educativa. Educare i giovani ai principi della lealtà è elemento fondante per la formazione di una generazione futura che rifiuti l’aspetto violento e prediliga quello squisitamente sportivo. Purtroppo gli episodi aggressivi sono all’ordine del giorno soprattutto in occasione di partite del campionato di calcio. Attraverso questo progetto cercheremo di indagare le motivazioni che determinano tali atteggiamenti attraverso uno studio che abbia ad oggetto il mondo dei giovani. Questa iniziativa si accompagnerà a quelle per la prevenzione al “bullismo” e al “vandalismo” che stiamo per varare. In una realtà relativamente tranquilla come quella di Benevento gli episodi di violenza possono essere etichettati come occasionali oppure esser considerati campanelli d’allarme. La nostra responsabilità di amministratori ci impone questa seconda scelta. Stiamo investendo nei giovani – ha concluso Del Vecchio – perchè rappresentano il nostro futuro”. “La violenza che troppo spesso accompagna le partite di calcio – ha evidenziato successivamente il viceprefetto Vincenzo Lubrano – è un problema sotto gli occhi di tutti. Un fenomeno da combattere su due versanti: uno teso a rendere più severe le punizioni per i colpevoli di atti violenti, l’altro, propositivo, volto ad educare alla non violenza “.Sulle possibili conseguente penali degli atti violenti si è soffermata anche la rappresentante della Questura di Benevento, Lorena Capolupo. “Ho spesso verificato come i ragazzi che si rendono colpevoli di tali atteggiamenti sono quasi sempre inconsapevoli delle conseguenze penali che le loro azioni possono determinare”. Nel corso dell’incontro il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Mario Pedicini, ha lanciato una provocazione: “Si potrebbe pensare di eliminare le barriere che dividono i tifosi. Spesso – ha spiegato Pedicini – proprio quelle divisioni fisiche incoraggiano gli insulti e gli atteggiamenti offensivi. Probabilmente in questo modo ci sarebbero meno incidenti. La convivenza si deve basare sul principio del rispetto di se e su quello per le diversità”. “Sarebbe bello non vedere barriere – ha ripreso Giovanni Varricchio, presidente del comitato provinciale della Figc – ma credo sia una scelta prematura per noi. Ancora non abbiamo creato i presupposti culturali per poterlo fare. In questo dobbiamo investire, per poter avere un giorno una generazione con forti valori sportivi. E’ un progetto a lungo termine. Un percorso che oggi abbiamo avviato ma che deve vederci insieme per diversi anni”.Dati positivi rispetto a qualche anno fa, sono stati messi in risalto da Francesco Castracane, vice presidente della sezione provinciale Aia (Associazione Italiana Arbitri) che ha testimoniato la diminuzione delle aggressioni agli arbitri registrate dalla sezione di Benevento nel corso degli ultimi anni. “Non dobbiamo però abbassare la guardia – ha precisato – e alimentare la consapevolezza che perdere non è un disonore”.All’incontro sono intervenuti diversi studiosi che hanno messo in risalto interessanti elementi del fenomeno “violenza”. “La violenza è un fenomeno antico – ha specificato la sociologa Samanta Pisani – in cui le dinamiche di gruppo hanno un ruolo centrale”. “La classe sociale di appartenenza, invece – ha continuato il sociologo Roberto Sferruzzo – sembra avere un ruolo poco importante. Molto più determinante è il desiderio di affermazione all’interno di un gruppo”. La giurista, Vera Di Dio, infine, ha relazionato sulle norme in vigore per arginare il fenomeno violenza negli stadi, mentre il pesista Pierpaolo Galliano ha raccontato la sua esperienza.“Nel nostro modo – ha concluso Galliano – la violenza è costituita dal doping. Una violenza perpetrata a danno degli atleti”.

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