LA SINISTRA GIOVANILE DI BENEVENTO CONTRO LA STERILE POLEMICA SUSCITATA DALL’OPERA DI TRANQUILLI

Tanto rumore per nulla, diremmo con Shakespeare. Al di là delle opinioni in materia artistica, è palese la strumentalità delle polemiche politiche, giustamente stigmatizzata dal Presidente della Provincia Carmine Nardone, cui va il nostro grazie per toni e risolutezza usati nella vicenda, oltre che per la difesa della libertà dell’arte.Invitiamo il sindaco Fausto Pepe e la compagine dell’Udeur a riflettere sull’ironia nazionale cui siamo stati esposti (si leggano, ad esempio, le parole a proposito della “nomina” del primo cittadino ad opera della famiglia Mastella): la nuova Amministrazione beneventana non lo merita.Invitiamo le gerarchie ecclesiastiche a non montare invano casi inconsistenti e, già che ci siamo, spendiamo anche due parole sull’intelligenza dei cittadini e dei credenti beneventani, per l’occasione trattati come bimbi in una favola noir.Al centrodestra beneventano, poi, riserviamo una domanda (non retorica, attendiamo risposta): cosa vuol dire “difendere la storia, la fede, la cultura ricordando la Benevento pontificia”?Troppe volte la piazza in questione, intitolata (non guasta ricordarlo) al martire fascista Giacomo Matteotti, è stata oggetto di revisionismo. Non è nostra intenzione fare un processo alla storia, ma ci pare che le parole di cui sopra si spingono oltre la strumentalità della polemica. Deliranti sono, d’altra parte, le dichiarazioni degli esponenti di Forza Nuova; di certo non sono sorprendenti, essendo in linea con la loro cultura politica. Politica e Chiesa tornino al loro normale mestiere, quello di essere veramente al servizio dei beneventani. Lascino in pace i fumetti; ben altri sono i demoni che offuscano le coscienze.

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