LA USB SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO LE INGIUSTIZIE SOCIALI

“Venerdì 23 Febbraio 2024 - ore 15,00 in Piazza del Gesù a Napoli

Difficile poter spiegare, in parole povere, alcuni degli argomenti che USB ritiene fondamentale per Pensioni, Sanità, Lavoro e Autonomia Differenziata… ma altrettanto difficile è restarne in silenzio, mentre la politica disattenta e del malaffare, fagocita le speranze della povera gente.

Le Pensioni, già ridotte nel loro potere d’acquisto, sono da sempre state il bancomat di tutti i Governi, che dagli anni 90 ad oggi, hanno approvato circa trenta modifiche di legge, tutte con lo scopo di tagliare sempre più gli assegni pensionistici in modo lineare, senza tener conto la differenza tra ricchi e poveri.

I prelievi al sistema pensionistico, oltre la mancata separazione tra l’assistenza e la previdenza già sottrae ai fondi pensione di circa 50 miliardi l’anno, sono serviti e servono anche per finanziare le guerre che nessuno vuole, arricchendo solo i fabbricanti di armi.

La Sanità, così come recita all’art. 32 della carta Costituzionale “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti” deve essere Pubblica e Universale.

In Campania, dal 2001 ad oggi, abbiamo assistito alla chiusura di 20 ospedali pubblici e 20 pronto soccorso, alla dismissione di 322 ambulatori e laboratori pubblici e, con la  pandemia,  si è dato l’alibi a tutte le strutture ospedaliere di poter cancellare tutte le liste di attesa ambulatoriali e di ricovero programmato, spalancando le porte all’avanzata del privato, dimostrazione che poi, con la carenza di personale sanitario e infermieristico, sarebbe diventato la normalità.

Il Lavoro, sempre più precario e mal pagato, considerato dai Governi comunque lavoro, va a delineare un’Italia che non cresce rispetto a tutti gli altri paesi Europei, tant’è che le pensioni, i contratti e la cronicità della precarietà del lavoro, ne hanno determinato l’arretramento economico e la fuga di tanti nostri giovani verso il nord dell’Italia e verso altre Nazioni Europee, oltre che alla fuga verso il privato di tante professionalità sanitarie in cerca di più favorevoli remunerazioni.

L’Autonomia Differenziate, con il disegno di legge del Ministro Calderoli punta a trasferire, in toto,  alle Regioni, senza circoscriverne le funzioni e con un ruolo ancillare del Parlamento, tutte e venti le materie soggette a legislazione concorrente tra Stato e Regioni e tre materie di legislazione esclusiva dello Stato, tra cui le norme generali sull’istruzione e la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Tra le ricadute concrete che da più parti si denuncia, vi sono l’ aumento dei divari territoriali con ripercussioni sull’accesso ai servizi essenziali, incidendo negativamente sul principio costituzionale di uguaglianza di diritti e doveri di tutti i cittadini italiani.

Pensioni, Sanità, Lavoro, Asili nido, Ospedali di Comunità e tanti altri servizi, saranno messi a serio rischio per le Regioni del sud Italia ed Isole, dove per le precarie condizioni economiche di tanti, già si registrano rinunce alle cure mediche essenziali.

Per mettere un argine a tali derive serve una risposta forte e generalizzata

ARTICOLI CORRELATI