L’arte che incendia la notte: Vico Noce travolta dal colore (Video e Foto)

Ci sono serate in cui l’arte non si limita a mostrarsi: irrompe, si impone, diventa un respiro collettivo. Ieri a Vico Noce è accaduto esattamente questo. Le sale della galleria Il Bello d’Ogni Arte, allestite dalla gallerista Roberta Riverso , non hanno semplicemente ospitato un evento: sono diventate una fucina di emozioni, una camera pulsante in cui il colore vibrava come un cuore in corsa. Un pubblico numerosissimo, accorso ben prima dell’inizio, ha trasformato l’attesa in energia, in un’onda di partecipazione che ha avvolto l’intera serata.. Un brusio caldo, ha accolto le opere di sei artisti del gruppo delle eccellenze sannite: Salvatore Fiore, Alfredo Verdile, Maurizio Iazeolla, Mario Ferraro, Vincenzo Marsico e Mariano Goglia. Sei voci creative, sei mondi distanti eppure armonici, riuniti in una sola costellazione emotiva.

A guidare il pubblico attraverso questa galassia di colori e visioni è stata la critica d’arte Daniela Piesco, che con lucidità, eleganza e passione ha restituito la profondità delle opere, decodificando i segreti dei gesti, delle texture, dei cromatismi. La sua lettura è stata una sorta di atto di cura: non una mera analisi, ma un dialogo intimo con la materia pittorica, che ha permesso agli spettatori di percepirne vibrazioni e fragilità, forza e silenzi.

A presentare la serata è stato il giornalista Giuseppe Chiusolo, che ha saputo introdurre con naturalezza la dimensione emotiva dell’evento, traghettando il pubblico verso un ascolto attento, partecipe, quasi devoto.

Le opere , splendide, pulsanti, talvolta persino feroci nella loro sincerità , hanno dominato la scena dall’inizio alla fine. Non c’erano orpelli, non c’erano distrazioni: solo la capacità di questi artisti di consegnare alla tela frammenti di sé, pezzi di vita trasformati in forma visiva. I colori sembravano muoversi, respirare. Le linee, talvolta spezzate, talvolta morbide, raccontavano ciò che le parole non riescono più a sostenere. Ogni quadro era una storia, un’increspatura emotiva, un richiamo a qualcosa di antico e al tempo stesso urgente.

È stata una serata emozionante, sì, ma non nel senso blando e abusato del termine. È stata emozionante perché autentica, perché attraversata da una verità che non ha bisogno di proclami: quella dell’arte che nasce dove finisce il superfluo, quella dell’arte che chiede di essere vissuta prima ancora che interpretata.

Quando le luci hanno iniziato ad attenuarsi e i visitatori a defluire, nelle sale restava ancora una vibrazione. Una sorta di eco. Forse era il colore che non voleva spegnersi, forse la memoria di un’emozione condivisa. O forse era semplicemente la consapevolezza che, per una sera, a Vico Noce l’arte non si è lasciata solo guardare: ha guardato indietro.

MARIO DEL GROSSO – Direttore Responsabile Tv7 News e Radio Antenna Benevento International.

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