Caro direttore, finalmente due buone notizie per i dipendenti degli ex Consorzi della nostra provincia. Il segretario provinciale della Uil trasporti, Cosimo Pagliuca, ha comunicato alla stampa la notizia che dopo nove anni ritornano al lavoro in modo continuativo: prima utilizzati in un progetto della durata di diciotto mesi, e poi a tempo indeterminato, nel caso dell’avvio operativo dell’ATO. Diciotto mesi è un tempo bastevole, qualora i sindaci diano il loro benestare, per rendere operativo l’Ato, superando l’attuale dispendiosa frammentazione della raccolta differenziata, che li devono assumere, come previsto dalla legge regionale. In modo trasparente il segretario Pagliuca, ha dato anche la notizia dell’incontro a Napoli tra una delegazione di lavoratori aderenti al sindacato e i dirigenti del Consorzio Unico Napoli-Caserta, che a livello regionale gestisce il progetto. Diversamente da altri sindacalisti non solo ha reso pubblico l’incontro ma anche il contenuto, ovvero delle richieste fatte. La seconda buona notizia, infatti, è che un sindacato ha recepito il malcontento per come è stato gestito il progetto incentrato sulla distribuzione di materiale informativo sulla corretta partecipazione dei cittadini alla raccolta differenziata. Sono sicuro che ricorderà molto bene le grandi polemiche scaturite, riportate con la solita attenzione dal suo giornale. Proprio per evitare la riproposizione dello schema clientelare, pericolo concreto e reale, che disconosce i diritti acquisiti dai lavoratori per favorire propri iscritti, messo in piedi da un sindacato che mentre predica a tutto spiano, e in ogni dove, la legalità, lontano da occhi indiscreti effettua operazioni censurabili e offensive per la dignità dei lavoratori. Manifestando una “cultura” e un modus operandi, che dovrebbe essere contrastato con forza proprio dai sindacalisti, di qualsiasi sigla, per legittimare la propria funzione. I dirigenti del Cub, questa volta, non si faranno raggirare e non permetteranno che un terzo livello semianalfabeta, iscritto a quel sindacato e pure allo stesso partito del sindacalista maneggione, scavalchi negli incarichi un lavoratore di settimo livello. Nemmeno permetteranno che a una laureata siano affidati lavori subalterni, agli ordini di qualcuno meno scolarizzato. La dignità, la professionalità e la preparazione culturale di qualsiasi lavoratore, dovrebbero essere sempre tutelate e non offese. Se a farlo, poi, è un furbastro e inadeguato “sindacalista”, è ancora più inaccettabile, che misura il degrado morale che caratterizza la nostra attuale società. Quando ciò avviene, oggettivamente, la vicenda assume e riveste il carattere di cinismo e deficitaria moralità. Da censurare con misure adeguate alla vicenda. Un sindacato sano e coerente con la sua funzione sociale e con le ragioni dei padri fondatori, avrebbe, dopo le grandi polemiche, dovuto prendere ferme decisioni. L’iniziativa, opportuna e positiva, del segretario Pagliuca dovrebbe riportare serenità e equilibrio fra tanti lavoratori già abbondantemente vessati e stressati. Se così non sarà, vorrà dire che il degrado è talmente profondo che nessuno e niente può nemmeno scalfirlo.
Piero Mancini








































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