Mazzoni: sarò in lista se ci sarà pure De Girolamo

La questione, appena affacciata in occasione dell’incontro di sabato cui presero parte sia la deputazione che i consiglieri provinciali e comunali del Pdl, sarebbe stata prevedibilmente ripresa in una seconda riunione che, però, non si è tenuta. Abbiamo chiesto all’europarlamentare di fare il punto, sopratutto ricordando che alcuni dirigenti, in replica a lei che proponeva quale candidato sindaco Nunzia De Girolamo, quale massima espressione del partito nel Sannio, risposero chea con la coordinatrice avrebbero dovuto correre, come candidati al consiglio comunale, tutti i parlamentari del Pdl, dalla Mazzoni a Colasanto, passando per Izzo e Formichella. «Ho voluto evitare polemiche a mezzo stampa – dichiara l’on. Mazzoni -, ma alla prima occasione utile ho risposto a quei dirigenti, offrendo la mia disponibilità a trainare la lista del Pdl, qualora ovviamente fosse ritenuta opportuna una presenza in prima persona. È ovvio, però, che la mia disponibilità è subordinata all’impegno collegiale di tutti i parlamentari, e sopratutto a quello dell’on. De Girolamo che è coordinatrice del partito, quindi tutti in lista a sostegno del candidato sindaco Capezzone. In quest’ottica è da interpretare quella mia disponibilità, logica che mi sembra ovvia e corretta». Per il resto, l’europarlamentare, che già aveva denunciato il caos e lo stato di confusione regnante nel Pdl, non arretra di un millimetro: «Prendo atto che non c’è stato mai un momento di discussione, oltre al fatto che non abbiamo alcun alleato, almeno i partiti maggiori. Dopo Viespoli, anche Udc e Udeur non sono con noi, vorrei capire perché le trattative si sono arenate, così come pure conoscere cosa ne è stato dei rapporti con l’Api di cui pure si è letto. Ma il mio rammarico, oltre che per un centrodestra spaccato a metà, è dovuto anche alle dichiarazioni della coordinatrice, che non esclude di poter votare Fausto Pepe in un eventuale secondo turno: è evidente che si rischia di disorientare l’elettorato che ancora faticosamente resta legato a noi». In sintonìa il senatore Mino Izzo: «Sono sempre in attesa di una spiegazione del perché quello schieramento schieratosi a sostegno di Caldoro alle Regionali si sia sfilacciato, nonché dell’andamento delle trattative con gruppi e movimenti vari. Ed è perfettamente inutile che la mia legittima richiesta di chiarimenti venga definita ”strumentale”, in quanto vanno verificate le responsabilità della mancata intesa. Chi ha rotto il tavolo delle trattative? I vertici del Pdl mi hanno detto che Mastella aveva chiesto un incontro bilaterale, è stato fatto?, e se sì quale esito ha dato? E che fine ha fatto – aggiunge il vice capogruppo a palazzo Madama – il ventilato accordo con Bello e l’Api? Se tutti si sono coalizzati contro di noi, all’insegna di un fantomatico patto, cosa alla quale non posso credere, allora sì sarà opportuna una sorta di ”chiamata alle armi”, una mobilitazione generale che coinvolga tutti, dalla coordinatrice provinciale alla parlamentare europea, dal vice capogruppo alla Provincia a tutta la dirigenza ed i consiglieri comunali uscenti. Insomma, un impegno unanime per riaffermare la leadership di un partito ormai rimasto isolato».

 
  IL MATTINO

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