Omicidio Improta: prosegue il silenzio di Spitaletta e Rotondi

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Paolo Spitaletta e Pierluigi Rotondi, rispettivamente 50 e 31 anni. I due, entrambi originari di Tocco Caudio, sono ritenuti gli autori, con responsabilità diverse, dell’omicidio di Valentino Improta, 26enne anch’egli del medesimo comune sannita.

Come si ricorda, lo scorso maggio il corpo di Improta fu ritrovato carbonizzato sul Monte Taburno e attinto alla nuca con due colpi d’arma da fuoco. I due indagati ritenevano che il 26enne, intimorito, potesse collaborare con la giustizia e svelare il coinvolgimento dei suddetti soggetti in alcuni precedenti furti, rapine e nell’omicidio preterintenzionale di Giovannandrea Parente, per cui lo hanno attirato in una trappola, con la scusa di dover compiere un altro colpo, per metterlo a tacere definitivamente.

I legali di Spitaletta, detenuto al carcere di Secondigliano, e Rotondi, attualmente alla casa circondariale di Benevento, hanno depositato il ricorso per il riesame, come riportato da Il Mattino. 

I due accusati di favoreggiamento, Eugenio Perone e Sandro Cerulo che avrebbero aiutato gli artefici del delitto ostacolando le indagini, saranno ascoltati il prossimo 6 marzo.

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