“E’ un problema che dovremo porre a livello nazionale, probabilmente facendo dei contratti ad hoc sia per l’area specialistica, sia per l’area dell’emergenza quindi pronti soccorsi, sia per le zone disagiate, altrimenti noi non avremo il personale medico. Al di là della carenza generale di personale che abbiamo in Campania, c’è quindi un problema specifico che riguarda i medici dell’emergenza nei Pronto soccorso e in parte gli anestesisti. Stiamo procedendo con i concorsi ma dobbiamo inventarci qualcosa, dare qualche incentivo in più perché è diventato un problema andare nei pronto soccorsi”. De Luca ha sottolineato che la volontà della Regione Campania è comunque quella di “escludere le agenzie interinali” perché “noi siamo per dare collocazioni stabili di posti di lavoro in generale, perché questo procedere anche in termini di precarietà non va bene. Abbiamo prorogato i contratti a tempo determinato fino alla fine di dicembre per medici, infermieri e personale sanitario perché a dicembre scattano i requisiti per essere stabilizzati. Vogliamo dare stabilità al personale sanitario perché parliamo del principale servizio di civiltà che dobbiamo dare ai nostri concittadini”.
Sanità. De Luca: “Medici non vogliono lavorare in Pronto soccorso, serve soluzione”
“Abbiamo un problema drammatico, che riguarda tutta l’Italia, ed è quello delle figure dei medici dell’emergenza.
Nei Pronto soccorso i medici non ci vanno. Abbiamo fatto decine di concorsi e i medici partecipano, poi magari quando vedono il tipo di lavoro da fare si tirano indietro, perché oggi stare in un Pronto soccorso è diventato veramente andare in un campo di battaglia”.
Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, spiegando che “questo problema lo abbiamo anche per le sedi più disagiate, la fascia costiera, le isole e le zone interne”.








































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