SOMALIA. IL TESTIMONE ITALIANO, ‘PRIMA ESPLOSIONE A BASE USA, POI IL PANICO’

“Ero in pista a Baledogle, mentre  camminavo sono stato accecato da una luce rossa, tipo scia di un razzo, l’ho seguita e poi ho visto la fiammata. Non ero molto  distante, una quarantina di metri. Ci sono stati attimi di panico”.  Armando Cofrancesco, ingegnere civile 38enne, racconta all’Adnkronos  come ha vissuto l’attacco di ieri ai danni di una base militare usata
dagli americani, in Somalia. Originario di Cerreto Sannita,  da agosto si trova a Baledogle per supervisionare il progetto di costruzione di una pista aeroportuale  che servirà agli Stati Uniti sia per i controlli che per gli aiuti  umanitari.

“Poco prima dell’esplosione – continua – stavo cercando di  videochiamare mia padre che non rispondeva. Ero da solo perché ero  andato in stanza a prendere dei materiali e tornare in cantiere, dove c’era tutto il gruppo. Poi il boato, il panico, e sono scappato. Non  mi ricordo i momenti immediatamente successivi. Ad esempio, non ricordo il tratto di strada che ho percorso per tornare al bunker, purse in questi mesi l’ho fatto migliaia di volte. Il primo ricordo che ho è del soldato armato piazzato davanti al bunker che ci ha detto di entrare subito”.

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