Un angolo di storia da salvare.

L’angolo di via Posillipo che va dalla Torre Biffa al Bue Apis ha necessità di essere ridisegnato e rivalutato proprio per la presenza di queste opera. Va ridisegnato magari spostando in altra area il distributore che sicuramente oscura la bellezza e l’antichità di quel monumento. Una statua del Bue Apis, o Api, che in dialetto è chiamata ‘A ufara, la bufala. La scultura, in granito egiziano, fu trovata nel 1629 fuori la città, oltre il fiume Sabato, nella località Casale Maccabei, e fu collocata su un piedistallo davanti a porta San Lorenzo, una delle otto porte dell’antica città, una rappresentazione della divinità egizia Api. Con la Torre forma alla fine un angolo della storia di questa città. Angolo degradato,spesso ricolmo di rifiuti e mal curato e tenuti spesso agli attacchi di vandali.

Ad aumentare il degrado ed anche intaccare l’incolumità delle due opere il traffico che converge proprio ai piedi del Bue Apis con l’incrocio di Viale San Lorenzo, via Posillipo, Corso Dante e via Torre della catena. Qui negli orari di inizio e fine lezioni dell’Istituto Industriale si crea un ingorgo difficilmente snodabile in pochi minuti. Al centro del quadrivio sarebbe necessario riporre una piccola aiuola o un altro elemento in modo da costringe gli automobilisti ad avere un indicazione sul come procedere circumnavigando il manufatto. La prolungata sosta delle numerose auto in cerca di districarsi dal traffico alla fine nuoce non poco alla maestosa statua del Bue Apis.

BUE APIS

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