All’incontro hanno preso partecipato i rappresentanti delle sigle sindacali: Dircredito, Maurizio Murena, F.a.b.i., Alfonso Esposito, F.a.l.c.r.i., Vincenzo Borriello, F.i.b.a. Cisl, Giacinto Palladino, F.i.s.a.c. Cgil, Massimo Vellante, S.i.l.c.e.a., Carlo Prisco, Sin. Fu.b., Pietro Rossi, Ugl Credito, Maurizio Quarto e U.i.l.c.a. Uil Annamaria D’Eboli.Nel corso dell’incontro, i sindacalisti hanno evidenziato che “la fusione Intesa-Sanpaolo produrrà economie di scale all’interno della nascente struttura che, già da sole, comporteranno una riduzione della necessità di personale per i servizi di carattere complessivo, in particolare per quanto riguarda i servizi di Direzione Generale”. A tal proposito,i rappresentanti sindacali hanno espresso “preoccupazione per la probabile perdita di oltre 1200 posti di lavoro che deriverebbe dall’accentramento di tali funzioni e dalla esternalizzazione di alcune parti, già attivati da Banca Intesa”. Nel recepire prontamente le preoccupazioni espresse dal mondo sindacale, la Presidente Lonardo si è fatta promotrice di avviare un confronto con i vertici dei due istituti di credito al fine di ottenere le necessarie garanzie a salvaguardia dei lavoratori affinché la Campania non subisca un ulteriore danno sociale.A tal proposito, la Presidente Lonardo ha, inoltre, evidenziato che il Consiglio Regionale della Campania ha assunto tale posizione all’unanimità approvando un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori del sistema creditizio e dei livelli occupazionali del settore in Campania e nel Mezzogiorno.




































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