Una panchina rossa con una cassetta della posta accanto per simboleggiare che anche Benevento è attenta al tema della violenza sulle donne.
In via Salvator Rosa, nei giardinetti situati di fronte alla questura e al tribunale, da oggi, tra il verde del prato, spiccherà il simbolo di una collaborazione per dare concreta vicinanza alle vittime di abusi: fisici, psicologici, economici.
“Benevento era l’unica città a cui mancava la panchina rossa – ha spiegato Filomena Pacelli, la presidente del club Inner Wheel, tra i promotori dell’iniziativa insieme al Rotary e alla Consulta delle donne -, la sua installazione ci darà la possibilità di accendere un
faro su questa tematica”. “Solo con la sinergia di tutte le istituzioni – ha aggiunto Sara Furno, presidente della Consulta delle donne – possiamo provare a cambiare la mentalità e a debellare questo grande problema, ci aspettiamo l’aiuto di tutti. Questo è un altro
tassello che inseriamo come Consulta, insieme alla delegata comunale alla Pari Opportunità Patrizia Callaro, per segnalare una precisa posizione della città contro la violenza sulle donne. Oltre alla panchina, cercheremo anche di muovere dei passi per garantire un’accoglienza sostanziale, anche economica alle vittime di violenza”
Le chiavi della cassetta della posta sono state consegnate materialmente al questore Luigi Bonagura. “La scelta del luogo – ha commentato Luigi Marino, presidente del Rotary club – non è casuale: questura e tribunale sono baluardi a difesa delle donne che decidono di denunciare gli episodi di violenza subiti. E’ stato scelto di mettere qui la panchina per rendere visibile la sinergia che si deve creare tra il privato, rappresentato dalle associazioni, il tribunale e la questura. E’ facile spingere le donne a denunciare ma
dobbiamo necessariamente proteggerle dopo, altrimenti rischiamo di aggravare la loro posizione”.
All’inaugurazione era presente anche la senatrice Danila De Lucia del M5S, componente della Commissione d’inchiesta contro i femminicidi.
“Bisogna lavorare ancora tanto – ha dichiarato – perché gli uomini si rendano conto che le donne non sono degli oggetti. Ogni momento in cui riusciamo a parlare di questo fenomeno è un momento costruttivo, importante. Installare simboli, dare segnali che vadano in una certa direzione, è determinante”. La targa che sovrasta la panchina è stata disegnata da Maddalena Iatomasi, una studentessa del liceo artistico di Benevento.










































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